Oscar 2018, La forma dell'acqua miglior film, a Del Toro il premio per la regia. Statuetta a Guadagnino per la sceneggiatura non originale

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di Titta Fiore

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Era l'Oscar in cui l'Italia e tutto il cast di «Chiamami col tuo nome» sperava: James Ivory vince la sua prima statuetta a 90 anni grazie all'adattamento del romanzo di André Aciman che ha ispirato il film di Luca Guadagnino. Tutto il Dolby Theatre è in piedi per il grande cineasta americano innamorato del Belpaese e della sua cultura che sale sul palco appoggiandosi a un bastone. Sentiti i suoi ringraziamenti al regista e agli attori Timothée Chalamet e Armin Hammer. 

La statuetta per la sceneggiatura originale va, invece, a Jordan Peele per
«Get Out», la vera rivelazione di questa edizione degli Oscar: il film, girato in appena ventitrè giorni e costato meno di cinque milioni di dollari, ne ha già incassati duecentocinquanta, a dimostrazione che non servono budget miliardari per sfondare al botteghino.

Quanto al cortometraggio, l'Oscar va a "Silent Child" di Chris Overton e Rachel Shenton; la migliore fotografia è di Roger Deakins per "Blade Runner 2049".
Molto applaudito il premio alla colonna sonora di "La forma dell'acqua" composta dal musicista francese Alexandre Desplat. 

Non ce la fa, invece, la bella canzone originale di Sufijan Stevens, "Mistery of love", che fa da tappeto sonoro a "Chiamami col tuo nome" di Guadagnino, battuta da "Remember me" del cartoon "Coco".


Non ce l'ha fatta nenche Alessandra Querzola: candidata con Dennis Gassner all'Oscar per il production design e set decoration di "Blade Runner 2049", l'italiana è stata battuta dai colleghi del superfavorito "La forma dell'acqua" di Guillermo Del Toro.

Per il resto, la novantesima edizione degli Academy Awards, finora, ha confermato nella sostanza le previsioni della vigilia: e così Sam Rockwell di "Tre manifesti a Ebbing, Missouri" si è imposto come miglior attore non protagonista, mentre Allison Jenney di "I, Tonya" l'ha spuntata nella categoria parallela riservata alle attrici; per il trucco ha vinto il team del film "L'ora più buia", per i costumi Mark Bridges per "Il filo nascosto": entrambi meritatissimi. A "Dunkirk" sono andati i due premi tecnici per il sound editing e il montaggio sonoro, più quello per il montaggio. Il miglior documentario dell'anno è "Icarus" di Fogel, sullo scandalo doping tra gli atleti  russi,l'Oscar per il film straniero è andato a "Una donna fantastica" di Sebastian Lélio, ed è la prima volta del Cile. 

Un'ovazione ha accolto la vittoria del corto animato di Glenn Keane e Kobe Bryant "Dear Basketball" e il campione dello sport, impeccabile nello smoking d'argento, ha ringraziato in italiano la moglie («ti amo con tutto il mio cuore, sei la mia fonte d'ispirazione»). Trionfo annunciato di "Coco" tra i film di animazione al grido di "Viva Mexico".

Aprendo lo show, il conduttore Jimmy Kimmel ha reso omaggio al movimento Time's Up sulla parità dei diritti delle donne («le cose stanno cambiando in meglio, era ora, anche se ancora oggi solo l'11 per cento dei film è diretto da registe»), ha ricordato la strage di studenti a Parkland e ha ironizzato sul caso Weinstein ricordando che il produttore travolto dallo scandalo delle molestie sessuali è stato espulso a tempo debito dall'Academy. Quindi, indicando la statuetta dell'Oscar, l'immancabile battuta finale: «Guardatelo, tiene le mani ben in vista, non dice mai una parolaccia e, soprattutto, non ha sesso. è questo il tipo d'uomo di cui abbiamo bisogno in città!».

«And the Oscar goes to...»: questa volta Faye Dunaway e Warren Beatty non confondono le buste, il miglior film è davvero «La forma dell'acqua» di Guillermo Del Toro. Partito da favorito con tredici candidature, il romantic-fantasy del regista messicano ne porta a casa quattro, compresa la statuetta per la regia. «Sono un immigrato come Selma Hayek, come Gael Garcia Bernal, come il mio amico Alejandro Inarritu» ha detto, «e credo che la cose bella del nostro mestiere sia cancellare le linee nella sabbia. Dobbiamo continuare a farlo nonostante il mondo ci dia dica di tracciarle più a fondo». Gary Oldman, addirittura mimetico nel ruolo di Winston Churchill nel dramma storico «L'ora più buia», ha vinto tra gli attori protagonisti (nella stessa categoria era candidato Timothée Chalamet di «Chiamami col tuo nome»). Dice: «Ringrazio mia madre che ha 99 anni, è più vecchia dell'Oscar e ora mi sta guardando dal divano di casa. E ringrazio gli Stati Uniti che mi hanno dato una casa, una famiglia, amicizie e ora anche questo premio che mi onora». Prevedibile la vittoria di Frances McDormand come attrice protagonista di «Tre manifesti a Ebbng, Missouri». Al secondo Oscar dopo quello avuto per «Fargo», l'attrice preferita dei Coen ha chiesto alle colleghe presenti in sala, a partire dall'amica Meryl Streep, di attivarsi: «Abbiamo molte storie da raccontare e fondi da raccogliere, da domani diamoci da fare». Il momento «Time's Up» è arrivato con Salma Hayek, Annabella Sciorra e Ashley Judd («in questi mesi una nuova strada lentamente è emersa nel segno della diversità e dell'uguaglianza»), Jane Fonda ed Helen Mirren, nel ruolo di presentatrici d'eccezione, hanno dimostrato che la classe e la bellezza non hanno davvero età.
 
 


TUTTI I PREMIATI

Miglior attrice non protagonista
a Allison Janney per Io, Tonya.

Miglior trucco a Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick per L'ora più buia. 

Miglior costumi a Mark Bridges per Il filo nascosto.

Miglior documentario a Icarus di Bryan Fogel e Dan Cogan.

Miglior sonoro a Richard King e Alex Gibson per Dunkirk.

Miglior scenografia a a Paul D. Austerberry, Jeffrey A. Melvin e Shane Vieau per La forma dell'acqua.

Miglior film straniero al cileno A Fantastic Woman.

Miglior cortometraggio d'animazione a Dear Basketball di Glen Keane e Kobe Bryant. Una statuetta che porta un po' di polverina d'oro anche in Italia. «Gianna, ti amo con tutto il cuore», queste le parole in italiano del campione di basket Kobe Bryant (Los Angeles Lakers, cinque titoli Nba che vangono altrettanti Oscar) rivolte alla moglie durante il discorso di ringraziamento. Kobe Bryant, campione di basket cresciuto in Italia al seguito del padre Joe, giocatore che ha brillato in particolare a Rieti e Pistoia e Reggio Emilia, era stato accusato nel 2003 di stupro da una cameriera dell'hotel dove alloggiava a Park City ma la vicenda si era risolta e archiviata senza arrivare in tribunale. Vicenda archiviata anche dall'Academy, molto attenta a non nominare o premiare personaggi coinvolti in vicende di molestie o violenza sulle donne.

Miglior film d'animazione  a Coco, regia di Lee Unkrich, Adrian Molina e Darla K. Anderson.

Migliori effetti speciali a a John Nelson, Paul Lambert, Richard R. Hoover e Gerd Nefzer per Blade Runner 2049.

Miglior montaggio a Lee Smith per Dunkirk.

Miglior fotografia a Roger Deakins per Blade Runner 2049.

Miglior colonna sonora a Alexandre Desplat per La forma dell'acqua. 

Miglior Canzone  a Remember me di Miguel e Natalia Lafourcade per 'Coco'







TUTTE LE NOMINATION

Miglior film  Chiamami col tuo nome ('Call me by your name'), 'Darkest hour', 'Dunkirk', 'Get out', 'Lady bird', 'Phantom thread', 'The Post', 'The shape of water', 'Three billboards outside Ebbing, Missouri'. 

Miglior regia  Christopher Nolan per 'Dunkirk', Jordan Peele per 'Get out', Greta Gerwing per 'Lady bird', Paul Thomas Andrerson per 'Phantom thread', Guillermo del Toro per 'The shape of water'. 

Miglior sceneggiatura  'The big sick', scritto da Emily V. Gordon e Kumail Nanjani, 'Get out' scritto da Jordan Peele 'Lady bird' scritto da Greta Gerwig, 'The shape of water' scritto da Guillermo del Toro e Vanessa Taylor, soggetto di Guillermo del Toro, 'Three billboards outside ebbing, Missouri' scritto da Martin McDonagh. 

Miglior attore protagonista Timothée Chalamet per 'Call me by your name', Daniel Day-Lewis per 'Phantom Thread', Daniel Kaluuya per 'Get out', Gary Oldman per 'Darkest hour', Denzel Washington per 'Roman J. Israel, Esq'. 

Miglior attrice protagonista  Sally Hawkins in 'The shape of water', Francesc McDormand in 'Three billboards outside Ebbing, Missouri', Margot Robbie in 'I, Tonya', Saoirse Ronan in 'Lady bird', Meryl Streep in 'The Post'. 

Miglior attore non protagonista  Willem Dafoe per 'The Florida Projet', Woody Harrelson per 'Three Billboards outside Ebbing, Missouri', Richard Jenkins per 'The shape of water', Christopher Plummer per 'All the money in the world', Sam Rockwell per 'Three Billboards outside ebbing, Missouri'. 

Migliori attrice non protagoniste Mary J. Blige per 'MudBound', Allison Janney per 'I Tonya', Lesley Manville per 'Phantom Thread', Laure Met Calf per 'Lady Bird', Octavia Spencer per 'The Shape of Water'.

Miglior film straniero  'A fantastic woman' - Cile 'The insult' - Libano 'Loveless' - Russia 'On body and soul' - Ungheria 'The square' - Svezia

Miglior sceneggiatura non originale James Ivory per Chiamami col tuo nome; Scott Frank, James Mangold e Michael Green per 'Logan - The Wolverine'; Aaron Sorkin per 'Molly's Game'; Dee Rees e Virgil Williams per 'Mudbound'; Scott Neustadter e Michael H. Weber per 'The Disaster Artist'.

Miglior film d'animazione  'Coco', regia di Lee Unkrich e Adrian Molina; 'Baby Boss', regia di Tom McGrath; 'The Breadwinner', regia di Nora Twomey ; 'Ferdinand', regia di Carlos Saldanha; 'Loving Vincent', regia di Dorota Kobiela e Hugh Welchman.

Migliore fotografia Roger Deakins per 'Blade Runner 2049'; Bruno Delbonnel per 'L'ora più buia'; Hoyte Van Hoytema per 'Dunkirk'; Rachel Morrison per 'Mudbound'; Dan Laustsen per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water'.

Migliore scenografia  Sarah Greenwood e Katie Spencer per 'La bella e la bestia'; Dennis Gassner e Alessandra Querzola per 'Blade Runner 2049'; Sarah Greenwood e Katie Spencer per 'L'ora più buia'; Nathan Crowley e Gary Fettis per 'Dunkirk'; Shane Vieau per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water'.

Miglior montaggio Jonathan Amos e Paul Machliss per 'Baby Driver - Il genio della fuga'; Lee Smith per 'Dunkirk'; John Axelrad e Lee Haugen per 'I, Tonya'; Sidney Wolinsky per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water'; Jon Gregory per 'Tre manifesti a Ebbing, Missouri'.

Miglior colonna sonora  Hans Zimmer per 'Dunkirk'; Jonny Greenwood per 'Il filo nascosto'; Alexandre Desplat per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water'; John Williams per 'Star Wars: Gli ultimi Jedi'; Carter Burwell per 'Tre manifesti a Ebbing, Missouri'.

Miglior Canzone 'Mighty River' di Mary J. Blige per 'Mudbound'; 'Mystery of Love' di Sufjan Stevens per 'Call Me by Your Name'; 'Remember me' di Miguel e Natalia Lafourcade per 'Coco'; 'Stand Up for Something' di Andra Day e Common per Marshall; 'This is me' di Kesha per 'The Greatest Showman'.

Migliori effetti speciali John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover per 'Blade Runner 2049'; Christopher Townsend, Guy Williams, Jonathan Fawkner e Dan Sudick per 'Guardiani della galassia Vol. 2' ; Stephen Rosenbaum, Jeff White, Scott Benza e Mike Meinardus per 'Kong: Skull Island' ; Ben Morris, Mike Mulholland, Neal Scanlan e Chris Corbould per 'Star Wars: Gli ultimi Jedi'; Joe Letteri, Daniel Barrett, Dan Lemmon e Joel Whist per 'The War - il pianeta delle scimmie'.

Miglior sonoro Julian Slater, Tim Cavagin e Mary H. Ellis per 'Baby Driver - Il genio della fuga' ; Ron Bartlett, Doug Hemphill e Mac Ruth per 'Blade Runner 2049'; Mark Weingarten, Gregg Landaker e Gary A. Rizzo per 'Dunkirk'; Christian Cooke, Brad Zoern e Glen Gauthier per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water' ; David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Stuart Wilson per 'Star Wars: Gli ultimi Jedi'.

Miglior montaggio sonoro Julian Slater per 'Baby Driver - Il genio della fuga' ; Mark Mangini e Theo Green per 'Blade Runner 2049'; Richard King e Alex Gibson per 'Dunkirk'; Nathan Robitaille e Nelson Ferreira per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water'; Matthew Wood e Ren Klyce per 'Star Wars: Gli ultimi Jedi'.

Miglior trucco e acconciatura  Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick per 'L'ora più buia'; Daniel Phillips e Lou Sheppard per -'Vittoria e Abdul' ; Arjen Tuiten per 'Wonder'. 

Miglior documentario  'Abacus: small enough to jail', di Steve James, Mark Mitten e Julie Goldman, 'Faces places' di Agnes Varda, JR e Rosalie Varda, 'Icarus' di Bryan Fogel e Dan Cogan, 'Last men in Aleppo' di Feras Fayyad, Kareem Abeed e Soren Steen Jespersen, 'Strong island' di Yance Ford e Joslyn Barnes.

Migliori costumi Jacqueline Durran per 'La bella e la bestia' ; Jacqueline Durran per 'L'ora più buia' ; Mark Bridges per 'Il filo nascosto' ; Luis Sequeira per 'La forma dell'acqua - The Shape of Water' ; Consolata Boyle per 'Vittoria e Abdul'.

Miglior cortometraggio 'DeKalb Elementary' di Reed Van Dyk ; 'The eleven o'clock' di Derin Seale e Josh Lawson; 'The silent child' di Chris Overton e Rachel Shenton; 'Watu wote/All of us' di Katja Benrath e Tobias Rosen.

Miglior cortometraggio documentario  'Edith+Eddie' ; 'Heaven is a Traffic Jam on the 405'; 'Heroin(e)'; 'Knife Skills'; 'Traffic Stop'.

Miglior cortometraggio d'animazione  'Dear Basketball' di Glen Keane e Kobe Bryant; 'Garden Party' di Victor Caire e Gabriel Grapperon; 'Lou' di Dave Mullins e Dana Murray; 'Negative Space' di Max Portner e Ru Kuwahata; 'Revolting Rhymes' di Jakob Schuh e Jan Lachauer.

E' inoltre prevista l'assegnazione dell'Oscar onorario a Charles Burnett; Owen Roizman; Donald Sutherland; Agnès Varda  e dell'Oscar alla carriera a Alejandro González Iñárritu.


 
Lunedì 5 Marzo 2018, 02:34 - Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 10:34
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1 di 1 commenti presenti
2018-03-05 15:01:28
Non diciamo sciocchezze. Il premio non va a Guadagnino ma allo sceneggiatore. Quando vince un costumista italiano per un film straniero, ha vinto l'Italia, quando vince uno scenografo per un film italiano allora vince ancora l'Italia. Per favore, decidete un criterio e rispettatelo in tutte le occasioni

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