Morto Luigi De Filippo, la polemica sul mancato ricordo del padre Peppino

di Caterina Vitale

Contentissimo di inaugurare stasera la stagione del teatro Augusteo con «Un suocero in casa», Luigi De Filippo è polemico con la sua Napoli: «La commedia scritta a quattro mani da Titina e Peppino De Filippo che io dirigo e interpreto è una storia ironica e poetica scritta nel 1935, ma di grande attualità: narra dell'invadenza del suocero nella vita di una coppia. Uno dei testi giovanili più belli di Titina e Peppino, artisti molto cari al pubblico ma troppo spesso dimenticati dalle istituzioni...».

Si riferisce alle celebrazioni per il centenario di Eduardo?
«Non mi fraintenda, sono molto contento di questi festeggiamenti, secondo me il drammaturgo Eduardo meritava il Nobel. Eppure mi aspettavo che qualcuno si ricordasse del ventennale della scomparsa di mio padre, che cadrà il prossimo 26 gennaio. E invece...».

Lei aveva pensato a qualcosa?
«Non spetta a me di certo, ma se me lo proponessero ne sarei ben lieto. Peppino è stato un artista grandissimo che ha rappresentato Napoli in tutto il mondo, e la gente lo sa. Purtroppo, chi ci governa ha la memoria corta».

C'è qualche attore giovane, tra i comici napoletani, che ne ha raccolto l'eredità?
«Peppino è un maestro per tutti e, come tale, impareggiabile. In città c'è un bel fermento, tanti talenti, la creatività è una dote innata dei napoletani. Purtroppo gli attori lavorano spesso in programmi televisivi, e quello che viene fuori è quasi sempre il peggio delle loro possibilità».

Di recente ha tenuto delle lezioni universitarie sul teatro napoletano. Un patrimonio prezioso...
«Credo che i De Filippo, con Scarpetta, Pirandello e Viviani siano stati i personaggi più significativi del teatro del Novecento. Eduardo, Peppino e Titina poi, erano un vero miracolo: in scena le tre facce, drammatica, comica e grottesca, di uno stesso, straordinario attore».

E lei continua a proporre i grandi.
«Sì, l'anno scorso ho ripreso "L'amico di papà" di Scarpetta, che RaiDue manderà in onda nella serie "Palcoscenico", ora Peppino e Titina, e continuerò in questa direzione. Sono convinto che il loro teatro, tra emozione, comicità e amarezza, è quello che piace veramente al pubblico. Oggi gli attori hanno la cattiva abitudine di parlarsi addosso».

Ha esordito come autore con «La fortuna di nascere a Napoli». Il suo prossimo testo?
«Ci sto ancora lavorando, spero di poterlo presentare in prima nazionale in primavare a Napoli. Si intitolerà "Tutto suo padre", e sarà una commedia ambientata a Napoli».
Sabato 31 Marzo 2018, 11:05
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1 di 1 commenti presenti
2018-04-03 11:17:38
a finale qualsiasi scafesso abbasta che era figlio di DeFilippo già ciaveva la strada spianata per il teatro. comunque umanamente dispiace chè morto ma non è che il teatro ha perso un Pirandello.

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