Alle urne 9 milioni di elettori
A Genova la sfida più incerta

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di Antonio Calitri e Diodato Pirone

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Roma. Giornata di voto con probabili sorprese per 1.004 Comuni che oggi rinnoveranno la propria amministrazione sulla base delle scelte che compiranno oltre nove milioni di elettori (esattamente 9.208.639 su una popolazione interessata di 10.616.621 abitanti). Con il simbolo del Movimento 5 Stelle che supera quello del Partito Democratico nel numero di Comuni in cui è presente sulla scheda elettorale: 181 contro 134.

Non un sorpasso vero e proprio visto che in molte grandi città e piccoli comuni al voto la presenza dei dem è mimetizzata in liste civiche o in listoni, ma comunque un segno dei tempi che cambiano e di quello che pur chiamandosi “movimento” si sta radicando per trasformarsi in un vero e proprio partito. Un capovolgimento dei ruoli se si pensa che solo qualche anno fa l’M5S si presentava in poche decine di Comuni a fronte di una presenza totale del Pd nei centri più importanti.

Anche nel centrodestra cambiano gli equilibri, almeno alla partenza, con il simbolo nazionale di Forza Italia presente in 108 Comuni che viene superato da quello territoriale della LegaNord che invece si trova in ben 123 sfide.
Si tratta, comunque, di elezioni in sordina, visto che l’attenzione a livello nazionale è stata occupata dai lavori sulla nuova legge elettorale. Ma si tratta anche delle prime elezioni successive alla nuova segreteria Pd e alla scissione di Mdp, all’accordo prima e al fallimento sul tedeschellum, senza parlare del voto appena celebrato in Gran Bretagna con l’imprevista risalita dei laburisti. Per tutti questi motivi queste amministrative non potranno non avere ripercussioni politiche.

Intanto qualcosa di nuovo si scorge già allo start, come il ritorno del centrodestra e del centrosinistra uniti sui territori. Infatti, se sulla scena politica nazionale si allarga la spaccatura tra Pd ed Mdp da un lato e tra Forza Italia e LegaNord dall’altro, nel locale questi partiti si presentano quasi sempre nella stessa coalizione.

Occhi puntati anche sui pentastellati sia per vedere se manterranno le performance dello scorso anno quando conquistarono Roma e Torino che per capire come saranno registrate le prime crepe che M5S ha registrato nei territori, a partire da Parma dove cinque anni fa festeggiarono con Federico Pizzarotti la conquista del primo capoluogo di provincia e oggi si trovano a dover combattere proprio contro il loro ex sindaco e i fuoriusciti dal movimento. 

E poi Genova, la città del fondatore Beppe Grillo, dove dopo il caso delle primarie on line finito in tribunale, di candidati di provenienza M5S ce ne sono be tre, uno ufficiale e due fuoriusciti.

Al di là dei casi più eclatanti e dei risvolti nazionali che potranno avere, le elezioni che si svolgono oggi (dalle 7 alle 23 nelle regioni a statuto ordinario) interesseranno circa un sesto della popolazione italiana, a partire da quattro capoluoghi di regione (Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila) e 21 capoluoghi di provincia (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani).

In 161 comuni, quelli con oltre 15 mila abitanti, in caso di mancato raggiungimento da parte di un candidato sindaco del 50% più uno dei voti, è previsto il ballottaggio tra due domeniche. Tra le Regioni più coinvolte da questa tornata elettorale spicca la Sicilia che già si prepara al voti d’autunno per le regionali, con il capoluogo e altri 128 comuni per un totale di 1.545.694 elettori. Seguono la Lombardia con 1.158.821 elettori e 139 città e il Veneto con 997.642 elettori e 87 comuni.
Domenica 11 Giugno 2017, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 11-06-2017 09:01
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