Il camionista casertano eroe di Bologna: «Così ho salvato gli altri dall'inferno di fuoco»

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di ​Riccardo Stravino

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«Macinando migliaia di chilometri al giorno ho incontrato nell’arco di questi anni centinaia di incidenti. Ma mai avrei pensato di potermi trovare in una situazione del genere. Ancora non riesco a credere di essere vivo. Ringrazio Dio per avermi dato questa seconda possibilità». È un maddalonese l’autista del primo camion tamponato dall’autocisterna di gpl esplosa nel tragico incidente avvenuto lunedì poco dopo le 13 sulla tangenziale di Bologna, sul raccordo di Casalecchio all’altezza di Borgo Panigale. Antonio Verdicchio, 42 anni, di cui ventisei trascorsi su e giù per la Penisola alla guida di Tir, sa di essere un uomo fortunato. Sposato, tre figli, abita a cinquanta metri dal parcheggio di via Grotticella della ditta De Lucia per la quale lavora da diversi anni, in una stradina periferica che attraversa le campagne e che dalla frazione di Montedecoro conduce a via Cancello, dove si respira ancora un’aria di genuinità tra i suoi residenti. 
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Martedì 7 Agosto 2018, 22:52 - Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 08:24
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