Clementino: «Rilancio il freestyle con una battle nella mia Nola»

Clementino
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di Federico Vacalebre

Clementino spacca ‘e vetrine, ricordate? Ebbene, il rapper ha appena aperto il suo ufficio nella sua Nola negli ex uffici di una vetreria, come dice ancora una vecchia scritta pubblicitaria. Qui opera lo staff di Tritolo, la sua crew, qui c’è la sua sala di registrazione, una sala meeting, qui si idea il suo merchandasing, qui si fa la road map della sua carriera prossima ventura. E da qui, ricorda la Iena dell’hip hop nazionalem «voglio far ripartire il freestyle nazionale».

Maccaro, anche lui scognomato per semplicità di comunicazione, prima di sfondare ha vinto tutte le battaglie di freestyle possibili, improvvisando rime su rime, a tema libero o obbligato e ora, che persino «Tecniche perfette» - la gara che tanto ha contato nello sviluppo dell’hip hop italico - tace, scende in campo per rivitalizzare il campo: appuntamento domani, venerdì 1 giugno, all’ex Glitter di Nola, per una «Tritolo battle».

Una sfida esplosiva, Clemente?
«Una promessa mantenuta. Dopo aver aperto il mio ufficio nel mio paese, ecco adesso che rapper da tutt’Italia verranno a trovarci, a combattersi come piace a noi, a botte di flow. Oggi il freestyle langue e non è colpa della trap, ma di quanti confondono il rap con un paio di scarpe, credono basti atteggiarsi e portare un orologione d’oro. Nelle battaglie in stile libero, invece, ci siamo formati in tanti, io ricordo ancora il timor panico che mi prendeva le prime volte che mi misuravo con Speaker Cenzou in piazza San Domenico maggio».

E quindi?
«E quindi tutto il mio staff ha lavorato a una prima edizione di una battle che dall’anno prossimo girerà tutta l’Italia, con finale a Nola».

Intanto questa prima edizione che cosa promette?
«Abbiamo scelto otto teste di serie, gente che spacca davvero le vetrine con versi al fulmicotone, e li faremo sfidare con otto promesse che selezioneremo nel pomeriggio, dopo le 17, tra i tanti che si sono iscritti al nostro contest. La sera spazio al confronto, io sarò in giuria con altri due maestri del freestyle come Ensi e Kiave, perché tutto funzionasse a dovere ho coinvolto anxche Mastafive nell’organizzazione. Ripartiamo dai fondamentali: diamo ai ragazzi un microfono e cerchiamo i nuovi poeti metropolitani capaci di andare a ritmo, di improvvisare: quest’arte è nata così nei ghetti neri, ma ricorda tanto le sfide dei cantori popolari campani, degli improvvisatori fiorentini in rima...».

Che ci facevi qualche giorno fa con Rocco Hunt, Achille Lauro e Boss Doms in piazza del Plebiscito?
«Le riprese per il nuovo singolo di Achille Lauro».

In attesa del tuo nuovo album, in programma non prima del 2019, che cosa combini?
«Ho appena giocato, in diretta su Raiuno dallo stadio di Genova, come ala destra della Nazionale cantanti. E il 7 giugno renderò onore a sua maestà Pino Daniele al San Paolo: non so ancora che cosa farò, devo decidere con gli organizzatori, ma esserci per me è un onore, oltre che un dovere. Siamo tutti figli e nipoti del Nero a Metà, siamo tutti suoi orfani».
Giovedì 31 Maggio 2018, 13:51 - Ultimo aggiornamento: 31-05-2018 13:53
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