Clementino lancia «Vulcano»
con un videoclip e riprende le scene
di «Non ci resta che piangere»

di ​Federico Vacalebre

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È il suo quinto disco, il nono se si considerano quelli incisi con i Videomind, con Fabri Fibra... Ma in qualche modo è anche il suo primo disco solista, senza nemmeno uno straccio di «featuring»: nel precedente, «Miracolo», ne contava addirittura 28, una per brano, più un altro pugno nei pezzi aggiunti nell'edizione deluxe. «Così stavolta ho voluto fare tutto da solo, facilitandomi anche il compito per i live: è buffo salire sul palco ed accorgerti che metà del pezzo la canta sempre qualcun altro». Clementino, dopo il bis sanremese, torna oggi nei negozi con «Vulcano», mentre porta a casa il titolo di vincitore dei Coca Cola Onstage Awards sul fronte del rap.
 


Tra groove di Deliuan, Ty1, Shablo, Marz, Amadeus, Zef, Yung Snapp, Deleterio, Fabrizio Sotti, e David Ice, «Vulcano» è davvero un disco rap. «Proprio così: c'è il solito Black Pulcinella, lo spararime verace che sa usare l'ironia e le sue radici in episodi come Ue' ammo. C'è la battaglia per la legalizzazione delle droghe leggere che continua in Joint. Ma c'è anche la Iena White, anzi stavolta Iena Savastano, che latra e qualche volta morde anche: guai a passare per troppo buoni. E c'è il mio amore per il sound anni Novanta, quello boom bap della West Coast, però aggiornato. Qualcuno credeva che potessi darmi al trap, ma io sono fedele al mio tracciato: rispetto Ghali e Sfera Ebbasta che sono nati con quel suono, ma io ho 35 anni, non 20». 
 
 

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Venerdì 24 Marzo 2017, 11:58 - Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 09:30
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