Prescrizione, M5S: lealtà o il dl sicurezza rischia. E la fiducia slitta a oggi

ARTICOLI CORRELATI
di Emilio Pucci

Prima il via libera al dl sicurezza, poi discutiamo di prescrizione. La posizione di Salvini non cambia. A nulla vale il pressing M%S portato avanti per tutta la giornata. Il ministro dell'Interno è categorico. Ha stoppato anche le indiscrezioni fatte filtrare dai vertici M5S e da palazzo Chigi di una riunione notturna a palazzo Chigi. «Io ho un vertice con rigatoni, ragù e Champions League», ha tagliato corto il segretario del partito di via Bellerio.

Salta la stretta sugli sgomberi, il Viminale non risarcirà i privati

Questa mattina ci sarà il voto al Senato sulle norme che impongono una stretta sui permessi umanitari e sul sistema di accoglienza per i rifugiati richiedenti asilo. «Regaliamo a questo Paese un po' di regole e un po' di ordine», dice Salvini. I numeri, anche con l'uscita dall'Aula dei quattro dissidenti M5S, non sono affatto a rischio. Fdi si asterrà, FI non parteciperà al voto ma il via libera è scontato. Soltanto che M5S minaccia ritorsioni quando il testo approderà alla Camera e potrebbe già inviare segnali oggi a palazzo Madama, facendo abbassare la quota dei sì. La tensione resta altissima, con il vicepremier leghista che da una parte ha provato a rassicurare l'alleato («Un processo deve durare due-tre anni ma sono sicuro che come abbiamo sempre fatto in questi mesi troveremo la quadra, non litigheremo»), dall'altra ha chiarito di voler «parlare di tutto», quindi non solo di giustizia. Nessuna intenzione di accettare diktat quindi.

Dopo il caso delle accuse per la manina' sul dl fiscale la mossa grillina di inserire la riforma della prescrizione nel ddl anticorruzione viene considerata dalla Lega come un vero e proprio affronto. Anche perché la tesi è sempre la stessa: l'emendamento così è inammissibile in quanto - nonostante la nuova formulazione preveda anche una modifica del titolo stesso del ddl - riguarda una materia diverso rispetto al contenuto del provvedimento. In Commissione si comincerà a votare nel primo pomeriggio, proprio dopo la fiducia sul dl sicurezza e probabilmente dopo il vertice tra Conte, Salvini e Di Maio.

«Serve incontrarsi e discutere. Occorrerà trovare una soluzione», ha osservato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giorgetti, confermando che l'intesa non può essere trovata dai gruppi parlamentari. «La maggioranza è coesa. Porteremo a casa anche la riforma della giustizia. Riformeremo la prescrizione ma sul come ci stiamo ancora lavorando», mette le mani avanti il segretario della Lega. Ieri però la trattativa parallela tra Camera e Senato ha registrato momenti di vero e proprio scontro. Con M5S che ha ritardato appositamente i lavori a palazzo Madama («come si possono inserire pene più severe senza garantire anche la certezza di queste pene?», la domanda del capogruppo Patuanelli e della grillina Taverna) facendo irritare le opposizioni («il governo è allo sbando», la denuncia del dem Marcucci).

LITI ENTRO E FUORI
Il Pd sulle barricate anche a Montecitorio dove i presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia, Sarti e Brescia (entrambi M5S) hanno preso tempo per poi far slittare il parere sugli emendamenti dei relatori. Lite tra Fiano e la relatrice M5S Businarolo con il primo che ha fatto irruzione nell'ufficio della presidente della commissione Giustizia. Il disegno di legge approderà nell'Aula della Camera il 12 novembre ma il punto che M5s non vuole separare la prescrizione dal pacchetto sull'anticorruzione. «E allora ribadiscono dalla Lega non lo votiamo». «La nostra lealtà sul dl sicurezza non può prescindere da quella della Lega sul tema della prescrizione», la risposta M5S. Con il premier Conte che cerca ancora di mediare. «C'è una proposta M5S, non è stata ancora votata. Ci riuniremo perché ricorda il tema della prescrizione è nel contratto».
 
Mercoledì 7 Novembre 2018, 07:45 - Ultimo aggiornamento: 07-11-2018 11:14
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP