Codice antimafia, Bindi a Napoli: «Dibattito superficiale e strumentale»

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di Oscar De Simone

«Tutte queste polemiche stanno facendo mettere in ombra la parte migliore del codice antimafia». Lo ha detto questa mattina, il presidente dell'autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone all'incontro dal titolo «La lotta alle mafie e alla corruzione per far crescere l'Italia» organizzato nel corso della prima festa nazionale Mdp – Articolo1 a Napoli. 

«C'è solo una piccola criticità che riguarda l'equiparazione con i reati contro la pubblica amministrazione, ma il resto dell'impianto è ottimo ed è un peccato che il dibattito si limiti solo queste polemiche perchè il codice contiene norme importanti. È giusto che si parli di questi temi come quello della corruzione perchè riguarda la competitività del paese. Non si tratta solo dei fatti penali
». Cantone però, ha anche fatto accenno al recente caso dei concorsi truccati all'università affermando che «fino a quando l'università avrà risorse così scarse sarà tutto molto difficile. Bisognerà anche investire economicamente per cambiare le cose».
 

Presente al dibattito anche il presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi che ha ricordato quanto sia importante combattere le mafie che continuano a sparare ed a tenere sotto scacco le nuove generazioni.
«Noi dobbiamo dare risposte sociali perchè ci sono le mafie che sparano ancora e per combatterle bisogna eliminare le differenze sociali. La lotta alla mafia non va fatta dagli eroi ma da ognuno di noi. Ogni singolo cittadino deve resistere a questo male e credere nello stato e nelle istituzioni». 

Solo giudizi positivi sul nuovo Codice antimafia: «Sarà necessario nei prossimi giorni creare le condizioni per poter liberare questa riforma, che è di sistema, da questo dibattito in parte strumentale e superficiale che ha imprigionato tutto il testo, deviando il rapporto tra mafia e corruzione
». «Prima di giudicare una riforma va letta bene. Lo dico a Confindustria, che ha un fior fiore di ufficio legislativo. Questa riforma è più garantista nei confronti di chi subisce il sequestro dei beni», ha detto ancora la Bindi, replicando alle critiche di Vincenzo Boccia al codice antimafia. Poi l'affondo contro i direttori dei giornali che si sono schierati contro il Codice antimafia: «Mi sembra che alcuni direttori di giornali fanno gli interessi dei loro proprietari, dei loro editori, che sono costruttori. Colpiscono la riforma per minare tutte le misure di prevenzione».
 
Sabato 30 Settembre 2017, 11:21
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