Napoli, pietre e bottiglie contro i carabinieri a piazza Mercato: l'abbraccio della pace

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di Rossella Grasso

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Si sono incontrati in mezzo alla piazza dove due giorni fa è scoppiato il caos per i fuochi di Sant’Antonio. I ragazzi di piazza mercato hanno chiesto scusa ai carabinieri a nome di tutti quelli che hanno partecipato al fuoco e che si sono resi protagonisti dello spiacevole episodio di violenza. «Mi è dispiaciuto sapere che uno dei carabinieri si era fatto male, per questo siamo qui a chiedere scusa», dice uno di loro, 9 anni. 
 

«Noi ci teniamo alle tradizioni - dice un altro di 10 anni - quando su Facebook abbiamo visto che negli altri quartieri i ragazzi stavano facendo i fuochi abbiamo voluto accendere anche noi il nostro». Quando sono intervenuti i carabnieri la catasta di legna raccolta era già alta circa 5 metri e alcuni ragazzi avevano preparato delle molotov da usare come esca per il fuoco. Dal racconto dei carabinieri è emerso che i numerosi ragazzi che si erano radunati al centro della piazza avevano tra i 10 e i 15 anni. Ad un tratto uno di loro, per sfuggire a uno dei carabinieri, intervenuto per ovvie ragioni di sicurezza, ha lanciato una molotov su cui il militare è scivolato riportando una contusione. 
 
 

A distanza di due giorni da quell'episodio che da festa si è subito trasformata in un putiferio, un gruppo di bambini ha chiesto di poter porgere le scuse. Così carabinieri e ragazzi si sono abbracciati in piazza e la pace è subito fatta. Nel luogo dove c'è stato il conflitto adesso già si parla di organizzare una partita di calcetto che vedrà protagonisti una squadra di militari e una di giovani del quartiere. Le due porte di ferro che fino a qualche mese fa delineavano il campo ora non ci sono più, divelte da chi non rispetta i luoghi di tutti. Al loro posto ci sono quattro cassonetti, due dei quali bruciati dal rogo del 17 sera, memoria di una bravata a cui i ragazzi vogliono porre rimedio. «Capirsi e dialogare con i ragazzi del quartiere - ha detto Francesco Ciancarella - il carabiniere rimasto contuso la sera dei fuochi di Sant'antonio - può essere utile per noi e per loro. Noi dobbiamo confrontarci con qualsiasi tipo di persona a prescindere dall'età, è un motivo di crescita anche per noi come persone e come ruolo. Lavorando qui, a piazza Mercato, incontro tutti i giorni questi ragazzi. Fa strano vederli qui a chiedere scusa anche se a me non servivano perchè domani avrei riso e scherzato come sempre con loro. Abbiamo sempre avuto un rapporto sereno a prescindere da tutto». 

«Siamo qui per far capire a tutta la città di Napoli che non sono tutti baby gang - ha detto Gianfranco Wurtzburger, presidente dell'associazione Gioventù Cattolica che opera nella zona e che ha accompagnato i ragazzi all'incontro pacificatore - Sono bambini che vogliono giocare, che cercano di sfogarsi e hanno la piazza come unico spazio per poterlo fare. Ci dispiace molto per quanto accaduto l'altro ieri perchè è una tradizione della nostra città. Per evitare che succedesse tutto ciò abbiamo chiesto un'autorizzazione a cui non abbiamo avuto risposta e i ragazzi hanno organizzato ugualmente il falò. Hanno capito che tutto ciò che è successo non è stata una bella cosa e il giorno dopo mi hanno detto che erano dispiaciuti per aver visto il carabiniere cadere e farsi male. Così mi hanno chiesto di incontrarlo e chiedergli scusa».

In piazza è sceso anche chi difende la tradizione e ha trovato ingiusto l'intervento dei carabinieri. Scuse o no resta che i ragazzi del quartiere vogliono con forza il famoso «cippo» per Sant'Antonio. Qualcuno è pentito ma resta il dispiacere di quella tradizione negata. «I motivi di sicurezza sono preminenti - ha spiegato il vicesindaco Raffaele Del Giudice che ha partecipato all'incontro - Però stiamo lavorando all'idea di coinvolgere gli esperti di sicurezza e i Vigili del Fuoco per creare un perimetro di sicurezza e fare finalmente il falò come vuole l'antica tradizione napoletana. È complicato reperire il materiale adatto però la giornata di oggi è stata talmente bella che stiamo pensando di farlo il falò, magari in maniera più ristretta e recuperare una tradizione spolverando lo spirito e gli antichi valori in piena sicurezza. Questi ragazzi oggi ci hanno dimostrato che il vero coraggio risiede nel chiedere scusa, chi aggredisce un compagno è un vigliacco». 
Venerdì 19 Gennaio 2018, 17:25 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2018 21:30
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5 di 8 commenti presenti
2018-01-19 20:35:18
Ho letto bene? Gli ha lanciato una molotov?? Ma stiamo scherzando?
2018-01-19 20:05:18
Certamente è un bel gesto ma sicuramente quel bambino non è quello che a tirato le pietre, preciso che a Napoli questo fenomeno non finirà in quanto x adesso lo stato ha fatto solo pubblica ma di concreto non ci sta nulla sempre gli stessi problemi x chi fa controllo del territorio le pattuglie sono sempre le stesse.
2018-01-19 20:01:25
complimenti !!! 10,100,1000,10.000 episodi del genere creano la cultura del senso di appartenenza. Se siamo tanto tifosi del Napoli non capisco perchè non si metta la stessa passione per la città.
2018-01-19 19:43:18
è giunta l'ora di cambiare,mettiamo l'Italia in mani esperte e affidabili e di grande esperienze pregresse...e facciamolo senza timori
2018-01-19 19:15:34
la foto di questo articolo mi ha commosso

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