Marco Ciriello

Procida e Ninfee

di Marco Ciriello
Torna “Procida” (Theoria) di Franco Cordelli, e si respira grande letteratura. Uscito nel 1973 da Garzanti, ristampato da Rizzoli nel 2006, ora trova una nuova agile forma senza pagare il pizzo al tempo. Un romanzo-diario con base sull’isola d’Arturo, difficile da replicare per ritmo, scorrevolezza ed esuberanza. Una scrittura – apparentemente – elementare e che, invece, scava nell’inconscio, raccontando a fondo la vita di un uomo, le sue ossessioni, le sue voglie, la sua assillante quotidianità. Cordelli mastica vita e ne fa pagine, ha continuato a farlo, e bene, dopo l’intuizione di questo libro, trovando una personalissima soluzione al racconto del sé con contesto. Il paragone che si potrebbe fare è con le ninfee di Claude Monet, riuscendo a portare l’essenzialità e la non essenzialità della vita sotto gli occhi del lettore. Usando e mescolando Gombrowicz, Morante e Moravia, con nonchalance, e chiudendo il romanzo con una promessa, che sappiamo mantenuta, per fortuna.
Sabato 9 Giugno 2018, 11:19
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