Morto Alberto Zanchetti, tra gli scienziati al top nel mondo: aveva 91 anni

Morto Alberto Zanchetti, tra gli scienziati al top nel mondo. Aveva 91 anni
Alberto Zanchetti, 91 anni, medico e ricercatore, è morto sabato 24 marzo a Milano nel 'suo' Auxologico, l'Istituto che ha guidato fino all'ultimo. Da alcune settimane era ricoverato all'Irccs, di cui era direttore scientifico dal 1985. Nato il 27 luglio 1926 a Parma dove si era laureato in Medicina, aveva iniziato la carriera in Toscana per poi trasferirsi definitivamente nel capoluogo lombardo, con diversi incarichi all'università Statale. L'European Journal of Clinical Investigation lo aveva indicato tra i 6 scienziati italiani più influenti al mondo.

Poliglotta, insignito di svariati riconoscimenti internazionali, fu anche un grande amante della lirica, diventando medico e amico di noti cantanti d'opera.
«Il professor Zanchetti è stato un grande maestro, una guida preziosa - lo ricorda Gianfranco Parati, ordinario di medicina cardiovascolare all'università di Milano-Bicocca e primario di cardiologia all'Istituto Auxologico Italiano - non solo nello sviluppo di un elevato rigore scientifico, ma anche nella conquista di un profondo senso clinico per moltissimi giovani medici, e in particolare per i suoi collaboratori più stretti che hanno avuto il privilegio di essergli stati vicini lavorando al suo fianco per molti anni. Nel mio caso per ben 44 anni».

Il curriculum di Zanchetti inizia all'università di Pisa, Istituto di fisiologia umana, sotto la direzione di Giuseppe Moruzzi, e all'università di Siena, Istituto di patologia medica, con Cesare Bartorelli. Due figure entrate nella storia della medicina, maestri che hanno trasmesso all'allievo il suo
«amore per la scienza medica, sia come cura che come ricerca», sottolineano dall'Auxologico. «Ma sarà Milano la città che Zanchetti eleggerà a sua dimora di vita e di evoluzione professionale, con la sua bella casa-studio in via Caradosso, affacciata su Santa Maria delle Grazie».

Nel 1967 Zanchetti arriva in Statale, dove fu ordinario di semeiotica medica, poi di patologia medica e infine di clinica medica. In ateneo ha diretto l'Istituto di clinica medica, il Centro di fisiologia clinica e ipertensione, la II Scuola di specializzazione in cardiologia.
In Auxologico descrivono Zanchetti anche come «infaticabile rappresentante della scienza medica all'estero, in particolare in America Latina, anche per la famiglia di origine della madre, insegnante brasiliana, e nei Paesi di lingua di spagnola».

Fu Fellow della Rockefeller Foundation alla University of Oregon School of Medicine americana, editor-in-chief del 'Journal of Hypertension di Londrà, membro dell'editorial board di numerose altre riviste mediche, membro di numerose società scientifiche nazionali e internazionali, presidente dell'International Society of Hypertension, della European Society of Hypertension, della Società italiana dell'ipertensione arteriosa, della European Society for Clinical Investigation, dello Working Group on Hypertension and the Heart dell'European Society of Cardiology.

«Straordinario esempio di coerenza, dedizione al lavoro, passione nella clinica e nella ricerca medica, oltre che rettitudine umana», Zanchetti «si è sempre astenuto da quegli atteggiamenti narcisistici o di protagonismo oggi tanto diffusi - precisano i suoi colleghi - La sua missione era l'avanzamento della scienza medica e tutti, nel mondo, gli sono stati riconoscenti. Solo pochi mesi fa, in ottobre, la Facultat de Medicina i Ciències de la Salut Campus Clínic di Barcellona gli dedicò una conferenza internazionale intitolata 'Alberto Zanchetti the man, the scientist, the friend'». Chi lo ha conosciuto ricorda bene la sua chioma bianca e il suo sorriso gentile.
Lunedì 26 Marzo 2018, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 26-03-2018 17:23
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