Paura per Joe Amoruso: il superpianista di Pino Daniele lotta tra la vita e la morte

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di Federico Vacalebre

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Parenti, amici e fans lo vogliono vedere guarito al più presto, magari pronto per salire sul palco del San Paolo il 7 giugno, per «Pino è», l’omaggio a Daniele di cui è stato uno dei più illuminati collaboratori. Parenti, amici e fans non vogliono credere che una maledizione abbia colpito quello storico supergruppo che nella notte del 19 settembre 1981 espugnò piazza del Plebiscito scolpendo nelle emozioni della città il capolavoro della generazione neapolitan power. Parenti, amici e fans sono preoccupati per le condizioni di Joe Amoruso, colpito sabato 9 dicembre da un’emorragia cerebrale mentre era in concerto e ricoverato da allora in prognosi riservata.
 
 


Il pianista, 58 anni da compiere il prossimo 12 gennaio, originario di Boscotrecase ma residente con la famiglia a Boscoreale, si stava esibendo come ospite d’onore al Francigena Wine Festival, nell’auditorium di Lesina, in provincia di Foggia quando si è sentito male, costretto ad interrompere l’omaggio al Nero a Metà che stava per iniziare. Soccorso, è stato ricoverato in una struttura ospedaliera il cui nome i familiari preferiscono non diffondere, per evitare che l’affetto dei fans possa trasformarsi in disturbo per lo staff medico, in cui ripongono la più completa fiducia.

 

Al capezzale del musicista in questa settimana si sono alternati il fratello Arturo, la sorella, la madre e pochi amici intimi: la famiglia Amoruso è molto unita, vive nella stessa palazzina e evita commenti di qualsiasi tipo: «Non ci resta che pregare ed aspettare», spiega Arturo.
Poco propenso a fidarsi dei medici, grande fumatore, Joe si portava addosso una febbre da qualche tempo. Prima del concerto in Puglia aveva confidato alla madre di non sentirsi in forma e di non vedere l’ora di tornare a casa. Salito sul palco, un forte sbalzo pressorio ha determinato l’emorragia cerebrale: i medici sperano si possa assorbire naturalmente, la zona compromessa è estremamente delicata e sembra non sia possibile intervenire chirurgicamente.
Come gli amici del supergruppo, Amoruso dalla scomparsa di Pino Daniele il 4 gennaio 2015, si esibiva spesso in amarcord dell’amico che ha accompagnato in lp storici come «Vai mo’» (1982), «Bella ‘mbriana» (‘82) e «Musicante» (‘84). Con James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito e Rino Zurzolo, dopo lo scoglimento del supergruppo verace, ha ritrovato Pino nell’operazione «Ricomincio da 30» del 2008, per non lasciarlo più, fino alla sua scomparsa, grazie ai concertoni natalizi al Palapartenope. Nel frattempo, però, ha inciso un album solista, «Rosa del mare di mezzo», e collaborato come autore, arrangiatore, produttore, turnista con Roberto De Simone, Roberto Murolo, Consiglia Licciardi, Andrea Bocelli, Premiata Forneria Marconi, Zucchero Fornaciari e Vasco Rossi. Con Senese, De Piscopo e Esposito si era ritrovato nella chiesa degli Artisti l’1 maggio scorso, per dire addio a Zurzolo, il contrabbassista di quel dream team verace, tutti musicisti straordinari tecnicamente, ma, soprattutto, dotati di un sound inimitabile, capace di unire le radici partenopee alle ali spuntategli grazie alla passione per le musiche del mondo. 
Ora Joe lotta tra la vita e la morte, oggi il fratello tornerà a trovarlo in ospedale sperando in un nuovo bollettino medico, in una buona nuova che possa interrompere una paura e un’attesa che potrebbero durare a lungo.
Domenica 17 Dicembre 2017, 22:57 - Ultimo aggiornamento: 18-12-2017 13:21
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