Andrea Radice, la musica in testa. «Trascinato ai provini dagli amici»

di Ferdinando Bocchetti

Non ce l'ha fatta ad arrivare fino in fondo, ma forse Andrea Radice, il giovane soul man che ha stregato pubblico e giudici di X Factor, è riuscito a vincere una sfida ben più importante: ha capito che la musica è il suo futuro, che su un palco è perfettamente a suo agio. Non ha grandi rimpianti Andrea, 26 anni, cresciuto tra l'arte della pizza (attività di famiglia) e la musica di Stewie Wonder e Pino Daniele, i suoi grandi miti. Il suo è un bilancio più che positivo. "E' stata un'esperienza fantastica - spiega - che mi ha arricchito sia professionalmente che umanamente. Ho avuto la fortuna di collaborare con tanti professionisti e di imparare alcuni segreti di questo mestiere. Era quello che volevo, tutto quello che ho imparato mi servirà in futuro. Ho solo un piccolo rammarico: non aver potuto proporre, per ragioni di tempo e dinamiche televisive, qualcosa di più aderente al mio stile musicale. Il maggiore insegnamento? Che bisogna sempre mettersi in discussione, che è utile confrontarsi anche con cose apparentemente lontane dal proprio mondo. Ed è questo un insegnamento che vale per tutti gli aspetti della vita, non solo per la musica".

Una passione per la musica iniziata in tenerissima età: già a due anni Andrea si esibiva in casa cantando a squarciagola le canzoni di Umberto Tozzi. "Mia mamma mi portò anche ad un suo concerto - racconta Andrea - Eravamo in vacanza nelle Marche. Avrò avuto al massimo due anni, ma da quel giorno, e per molto tempo, non ho fatto altro che imitarlo. Ero pazzo per una sua canzone: "Gli innamorati". La spontaneità è il tratto principale del suo carattere ed è emersa anche durante le puntate di X Factor. Andrea, però, è anche un ragazzo estremamente sensibile ed introspettivo, che spesso si rifugia nel suo mondo fatto di musica e scrittura. "Ogni volta che torno a casa mi rinchiudo nella mia stanza e inizio a scrivere. La mia è un'esigenza quasi vitale, solo attraverso la scrittura e il canto riesco ad esternare al meglio le mie emozioni. L'ispirazione mi arriva dagli eventi che accadono ogni giorno, da ciò che osservo e che cattura la mia attenzione. Non ho tematiche specifiche: ho scritto canzoni che sono pezzi di vita vissuta, reazioni a determinati eventi. Le emozioni, l'amore in senso lato, la passione per le cose ispirano perlopiù i miei testi. La musica mi rende vivo e mi dà equilibrio". Un equilibrio raggiunto anche grazie all'aiuto di una famiglia che non ha mai ostacolato o avuto dubbi sui suoi percorsi. Andrea ha un feeling particolare con la nonna materna, la signora Loredana, di origini venete ma trapiantata a Marano da oltre 40 anni, e uno di tipo più conflittuale, ma ugualmente intenso e speciale, con mamma Maria, insegnante di danza. "Abbiamo caratteri opposti, spesso facciamo scintille, ma siamo legatissimi - dice Maria - In quest'ultimo periodo, poi, il rapporto si è ulteriormente cementato. Seguo Andrea senza mai invadere i suoi spazi".

A casa Radice, una palazzina costruita negli anni Settanta da nonno Nicola, dove vivono tutti i componenti della famiglia, tutto ruota intorno al talento esploso ad X Factor ma forgiatosi nella scuola di Bruno Illiano, pianista e compositore partenopeo ospite in due dischi di Pino Daniele. Nonna Loredana ricorda i suoi primi esperimenti con microfono e chitarra: “Ha vissuto quasi sempre con me, nella mia casa. Andrea ha solo la musica in testa, è la sua fidanzata. Si chiude nella sua stanzetta per ore: scrive, suona, prova pezzi con la sua chitarra, da solo o con gli amici". “Andrea è quello che avete visto in televisione – sottolinea invece la sorella Ilenia – non ha filtri, è molto naturale nei suoi atteggiamenti. Non è un amante degli show, ma durante l'esperienza ad X Factor ha avuto modo di cimentarsi in tante cose: il ballo, ad esempio. Qualcosa che credevamo fosse distante anni luce dal suo mondo”. C'è spazio anche per gli aneddoti, snocciolati dagli amici di sempre, Maurizio, Andrea e Gianmaria: "La sua partecipazione ad X Factor? Tutto è nato quasi per gioco. Non era convinto di partecipare ai provini, Andrea è sempre stato molto diffidente verso certe realtà. Non è minimamente interessato agli aspetti commerciali di questo mestiere: lui canta e scrive per il solo piacere di farlo. Lo abbiamo dovuto quasi trascinare, ma alla fine è stato premiato il suo grande talento". Nella pizzeria ("Vai mo blues") della famiglia Radice, situata nel cuore antico della città, dove Andrea ha lavorato fino a qualche settimana fa, si respira musica: ogni pizza è associata infatti a una canzone di Pino Daniele.

La musica di Andrea è figlia di un mix di generi: soul, pop, funky, rap e melodia napoletana". "Non amo le etichette musicali - spiega ancora il giovane cantante - la musica è evoluzione costante. Mi piacerebbe poter unire più mondi: quello di Stewie Wonder, Marvin Gaye e Ray Charles, passando per Pino Daniele, Brian Mcknight, le sonorità del rap, il groove e le metriche del freestyle. Le influenze musicali sono importanti, fondamentali, ma poi bisogna saper creare qualcosa di innovativo e avere un proprio stile". I prossimi passi, gli obiettivi futuri? "Voglio incidere un album, ho tanti pezzi nel cassetto e molte idee da sviluppare. Voglio proporre i brani che avrei voluto cantare ad X Factor. Ne parlerò anche con Mara Maionchi, una grande professionista che mi ha dato consigli importanti nel corso delle settimane trascorse a Milano. Spero di poter arricchire il mio bagaglio musicale e personale. Il mio motto è: fare tesoro da ogni esperienza della vita".
Domenica 10 Dicembre 2017, 12:19
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