Fonte principe di Cannes: «Il cinema è la mia famiglia»

di Titta Fiore

CANNES - Piccolo, timido, infagottato nello smoking che indossa per la prima volta, Marcello Fonte, il tolettatore di cani del film di Matteo Garrone, tratta il suo premio come un oggetto prezioso. Quando Benigni glielo porge, sul palco, si mette le mani sul viso e mormora «oddio, no... devo proprio prenderlo?». È diventato attore per caso, sostituendo un amico che recitava in una compagnia amatoriale di un centro sociale romano: «Lo guardavo sempre e avevo imparato le sue battute a memoria. Un giorno è andato in bagno e non è più tornato. Morto. Io, che in quel teatro facevo il custode, ho preso il suo posto e ora eccomi qui, nella grande famiglia del cinema, dove mi sento a casa e mi sembra di conoscere tutto, anche i granelli della sabbia di Cannes, uno per uno». Sul telefono cellulare conserva una sua foto accanto a Leonardo DiCaprio, fatta sul set di «Gangs of New York». «Gliela scattò Daniel Day-Lewis» ride Garrone, «ma Marcello non sapeva neppure a chi avesse chiesto la cortesia».
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Domenica 20 Maggio 2018, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 20-05-2018 08:30
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