Riciclaggio, 1.300 operazioni sospette:
ai raggi X le attività gestite dai cinesi

di Petronilla Carillo

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Se ieri ci sei passato e il negozio è aperto, domani rischi di trovarlo chiuso. Accade ovunque. Ma, quando il fenomeno avviene in pieno centro, è pressoché impossibile non notarlo. Negozi che spuntano improvvisamente, lavori di ristrutturazione che durano pochi giorni, poi le aperture quasi sempre in sordina, lontano dalle luci dei riflettori e dalle grandi inaugurazioni. A Salerno tutto ciò avviene con una certa frequenza. E se ti soffermi a fare qualche domanda sul come mai quel negozio abbia chiuso, i salernitani sono pronti a rispondere con un sorrisetto e qualche battuta: «gente che viene da fuori». Il riciclaggio di denaro passa per le attività commerciali. E questo è un dato di fatto. Ma gestire il fenomeno è molto difficile. I database della guardia di finanza indicano che il 20,01% delle segnalazioni che arrivano ai nuclei specializzati (come la sezione Tutela economica - riciclaggio) riguardano attività del sud Italia ma un calcolo preciso di quante sono le attività aperte per riciclare denaro diventa difficile da fare. E questo perché il censimento delle ditte avviene quasi sempre attraverso l’apertura e la chiusura delle partite Iva.

L’Osservatorio sulle partite Iva fornisce informazioni di natura economico-fiscale basate sull’elaborazione tempestiva dei dati dell’Anagrafe Tributaria e rappresenta l’unico strumento preciso per verificare i movimenti delle ditte ma, se vengono pubblicate le informazioni relative alle aperture di nuove partite Iva, quelle riguardanti le chiusure non vengono pubblicate perché non significative da un punto di vista economico, in quanto al momento della cessazione dell’attività spesso i contribuenti non adempiono all’obbligo di chiusura della partita Iva. Insomma, dinamiche di mercato che - nel Salernitano - agevolano le illegalità. Basti pensare che nel salernitano dal 1 gennaio 2017 a tutto maggio 2018 le partite Iva aperte e chiuse (almeno quelle che ufficialmente risultano chiuse) sono 1.200, di queste 100 soltanto nel capoluogo. Salerno è terza in Campania per segnalazioni sospette. I dati sono quelli del 2017 e sono contenuti nella relazione della Dia. Qui sono 1.343 casi che la catapultano a ruota dopo Napoli (6.247) e Caserta (1.568). I negozi gestiti da cinesi spuntano come funghi: affittano, comprano e gestiscono le attività con denaro cash. E proprio su questa tipologia di affari che ora lavorano gli uomini dell’Antimafia sparpagliati in tutta Italia. Le recenti indagini, svolte soprattutto a Milano e a Roma, hanno aperto uno spiraglio su quella che è la nuova frontiera del riciclaggio: soldi italiani «illegali» che vengono «espatriati» in Oriente e poi tornano cash in Italia per essere reinvestiti in attività gestite da cinesi.
Giovedì 9 Agosto 2018, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 09-08-2018 08:45
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