Armi e munizioni in un borsone
condannato fratello del boss Olivieri

di Nicola Sorrentino

PAGANI. Due anni e otto mesi di reclusione per Salvatore Olivieri, accusato di detenzione di armi e fratello del più noto boss di Pagani, Giuseppe, alias "Peppe Saccone". Il blitz che portò all'arresto dell'uomo e del nipote, Aniello D'Auria, scattò il 9 marzo del 2015, con la Mobile di Salerno che scoprì armi e munizioni in gran quantità in un borsone nascosto all'interno di un biliardino, dentro un garage di proprietà di Olivieri. La polizia, dopo alcune perquisizioni, trovò anche diversi grammi di cocaina. La droga era in casa dei nonni di D'Auria. Nel borsone invece, gli agenti trovarono due pistole, una 357 magnum e una calibro otto, oltre a due caricatori 7.65, un caricatore di ventuno cartucce per mitraglietta e un silenziatore artigianale, con circa 600 proiettili di vario calibro e marca

La droga, cento grammi circa di cocaina, era in un involucro trasparente termosaldato e nascosta in una poltrona di casa dei nonni materni di D'Auria. La cui posizione processuale fu trattata a parte. Le indagini partirono dopo un'informazione ottenuta dagli agenti in forma confidenziale, con i controlli scattati a "Casa Campitiello" e la scoperta delle armi in un deposito di materiale ferroso nelle disponibilità di Olivieri, difeso dall'avvocato Giovanni Pentangelo. Durante la perquisizione D'Auria tentò di fuggire, ma fu arrestato e successivamente perquisito, con la scoperta della droga. A coordinare le indagini fu l'Antimafia di Salerno, seppur non vi furono contestazioni in tal senso. La sentenza è stata emessa nel pomeriggio di ieri, dal collegio Diograzia, a 2 anni e 8 mesi di reclusione per il 56enne paganese
Sabato 18 Marzo 2017, 09:47 - Ultimo aggiornamento: 18-03-2017 09:47
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