Il Papa al Divino Amore prega per fermare lo sterminio in Siria

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di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Sul piazzale del Divino Amore, il santuario caro ai romani, non ci sono che poche centinaia di persone. Papa Francesco scende dalla vettura sorridente e si dirige subito a salutare quelli che ci sono. Da dietro le transenne, stretti come sardine, le persone cercano di toccarlo, fargli benedire santini e coroncine del rosario, si sforzano allungandogli la mano sperando di poter ottenere un saluto, una carezza. Da dentro la chiesa, intanto, le suore attaccano a cantare un inno mariano, in attesa che il pontefice faccia il suo ingreso, e si sistemi su un inginocchiatoio di velluto bianco collocato davanti all'altare, sotto l'immagine sacra. Il primo maggio – il mese mariano per eccellenza - inizia con un rosario dedicato alla situazione della Siria. La guerra, gli sfollati, le vittime, gli orrori.

Prima di iniziare la recita viene letta l'intenzione che ha portato Bergoglio sulla via Ardeatina, in questa specie di pellegrinaggio fuori porta. La sua speranza è che possano illuminarsi le coscienze dei leader politici e dei militari coinvolti e si ponga fine allo sterminio in corso, provvedendo ad agevolare l'aiuto umanitario e il ritorno a casa di chi era dovuto scappare. Solo in Libano in questi cinque anni di guerra hanno trovato riparo circa un milione di siriani, accampati lungo la frontiera e aiutati dalle agenzie internazionali. La recita procede e viene scandita dalla lettura di passi del Vangelo.

E' la prima volta che Papa Bergoglio fa visita al Divino Amore, un luogo di culto che in questi ultimi anni è stato sottoposto ad un controllo amministrativo piuttosto stretto poiché a causa di una cattiva gestione si erano accumulati problemi su problemi, fino a quando il cardinale Agostino Vallini, il precedente vicario di Roma che nel frattempo è stato sostituito da monsignor Angelo De Donatis, è dovuto intervenire per sanare le irregolarità. Ad accogliere Papa Francesco sul piazzale c'era proprio De Donatis.

La ricorrenza del primo maggio – festa dei lavoratori - è stata ricordata dal Papa con un tweet mattutino: «Celebriamo san Giuseppe
lavoratore ricordandoci sempre che il lavoro è un elemento
fondamentale per la dignità  della persona». 
Martedì 1 Maggio 2018, 17:55 - Ultimo aggiornamento: 02-05-2018 16:30
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