Sapelli, premier per poche ore: «Ho incontrato M5S e Lega, avranno cambiato idea. Servirò la Patria con i libri»

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Giulio Sapelli, 71 anni, economista, a lungo professore all'università Statale di Milano, per poche ore stamani è stato premier in pectore del governo M5S-Lega.

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Il suo nome è circolato infatti come possibile nome di compromesso fra leghisti e grillini da portare al Quirinale come candidato presidente del Consiglio. Sapelli non ha smentito e non ha per niente tenuto un basso profilo, anzi ha cominciato a parlare e ad annunciare addirittura possibili ministri. «Ho detto loro che vorrò dire la mia sui ministri ho parlato con il collega Domenico Siniscalco, che spero di avere al mio fianco come ministro del Tesoro», ha detto all'agenzia Ansa. Poi però dal Movimento 5 stelle è arrivata la secca smentita: il premier non sarà lui. Sapelli però ha continuato a fare dichiarazioni.
 


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«Ho incontrato il M5S e la Lega ieri sera, non sono andato a cena, erano le 21.30 circa e non credo che avessero cenato. Io non sapevo di questa nota del M5S - ha detto a Radio Cusano Campus riferendosi alla smentita sul suo nome -. Ieri sera mi avevano chiesto di incontrarmi quelli dei 5 Stelle, insieme alla Lega, vorrà dire che hanno cambiato parere - ha continuato -. Io ci tenevo a fare qualcosa, perché avevo letto il loro programma e mi sembrava un buon programma ma a condizione che ci fosse Siniscalco accanto a me, cioè una persona di alto profilo a ricoprire il ruolo di Ministro del Tesoro e poi perché il premier deve scegliere i suoi ministri. Non si parla di flat tax nel loro programma, ma c'è un buon discorso programmatico sulle tasse e il reddito di cittadinanza è presentato come in tutti i Paesi europei, in particolar modo viene preso il modello tedesco», ha concluso.

 


«Ci speravo? No, alla mia età spero solo di servire la patria, e lo si può fare anche scrivendo libri, come quello che presento qui», ha poi risposto nel pomeriggio ai giornalisti che, a margine della presentazione del suo ultimo libro, a Milano, gli chiedevano dell'ipotesi di una sua nomina a premier di un governo Lega-M5S poi tramontata.

«Ieri - ha ricordato Sapelli - sono stato sentito dai due leader: nel caso essi avessero raggiunto un accordo, io davo la mia disponibilità ad essere presentato al presidente della Repubblica tra i nomi. È stata una interlocuzione seria, e il loro programma mi sembrava più che ragionevole». Secondo il professore, non è un male la richiesta di maggiore tempo per formare il governo, perché Lega e M5S «sono stati eletti dal popolo, rappresentano il popolo». E «il presidente della Repubblica deve ricordarsi, con tutto il rispetto e l'affetto che ho per Mattarella, che c'è qualcosa che è anche sopra di lui, che sono le Camere sovrane». 

«Spero che vada bene» il tentativo di formare un governo fra Lega e M5S, anche se ci sono «pressioni enormi che non vengono dal capitale finanziario, che guarda al lungo periodo e non teme l'arrivo di questo nuovo governo: a temerlo è chi ha governato prima», ha poi sostenuto ancora Sapelli, aggiungendo che «non è che il presidente della Repubblica deve essere così schierato» per ostacolare la nascita di un governo Lega-M5S. 

 
Lunedì 14 Maggio 2018, 15:47 - Ultimo aggiornamento: 14-05-2018 21:05
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