Addio a Carlo Desideri, fotografo
della vera anima partenopea

L'ultima opera di Carlo Desideri
di Vincenzo Aiello

Sessant'anni. Fino a pochi giorni fa camminava per la Città obliqua, la sua Napoli, dove era originario per parte di nonno. E' morto Carlo Desideri, nella sua casa romana, e gli amici napoletani - Raimondo Di Maio, Antonella Cilento, Silvio Perrella - sono increduli perché nulla si sapeva di una sua malattia. Forse l'infarto che ce lo ha portato via è stato improvviso ed ingiusto come una buriana di giugno.

L'ultimo suo libro s'intitolava "Napoli mare", semplicemente, ed Antonella Cilento così descriveva la sua poesia per immagini: "E se il cuore vecchio della città pulsa senza sole e senza mare, come dipinge Caravaggio e narra Ortese, i contorni, anche i più distanti, come i magnifici Campi Flegrei, sono invece invasi di luce. Carlo Desideri ha compiuto questa radiografia delle coste e dei narratori, inseguendo con gli scatti i luoghi infinitamente narrati da scrittori e viaggiatori. E’ il libro di un flâneur, naturalmente, di un divagatore: benché Napoli sia faticosa da camminare – traffico, folla, rumore, smog – rimane anche una delle poche città al mondo dove la passeggiata è infinita e, strato dopo strato, si rivela, anche a distanza di anni, sempre diversa, sempre nuova: o è nell’occhio di chi guarda che la ripetizione si conforma in tradizione, in rinnovo e citazione, in infinita e caleidoscopica riproduzione? Il libro di Carlo Desideri è il ritratto di quest’araba fenice di cui tutti parlano e che nessuno può tenere in mano. […] Che Napoli sia la sommatoria di tante città invisibili è una delle ipotesi. Che sia l’orologio rotto che segna l’ora solo una volta al giorno, come scriveva Domenico Rea, è anche un’ipotesi probabile. Di certo, occorre accettare che quest’infinito luogo del divagare e del fantasticare non cessa di proiettarsi intorno, spesso suo malgrado". Il libraio Raimondo di Maio con cui aveva editato due libri : "Desideri era prima un cliente, poi è stato autore, poi è diventato un amico della mia persona. Soprattutto in "Napoli mare (Dante&Descartes, 2017)" ha saputo mettere il dito sulla piaga dei napoletani, ricostruendo il rapporto negato del nostro popolo con il mare: ha costruito, così, un'antologia di versi (Sovente), canzoni (Gragnaniello), di testi letterari (Cilento, De Luca, Montesano), con le sue immagini al servizio della Città".   
Venerdì 10 Novembre 2017, 17:16 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2017 17:16
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