«Camorriste», la seconda stagione
presentata al Suor Orsola Benincasa

Una scena delle Camorriste, presentata ieri al Suor Orsola Benincasa
di Antonella Ambrosio

Le donne della camorra. Il gentil sesso che cede alle insidiose lusinghe della malavita diventando figura di spicco del crimine organizzata. Storie di ordinaria attualità all’ombra del Vesuvio, racconti di una vita vissuta borderline, contro legge, prima di tutto contro se stessi. Esperienze toccanti e spesso crude che prendono vita grazie alle testimonianze di “Camorriste”, la serie tv in onda su Crime+Investigation che  verrà presentata in anteprima il 16 novembre, ore 15.30, all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. La docu-serie dopo il successo di pubblico della prima stagione torna sul piccolo schermo, prodotta da A+E Networks Italia.
A partire dal 17 novembre, alle 22.55, Crime+Investigation (canale Sky 118) in sei episodi riprende la narrazione senza filtri di alcune donne, ora pentite, che sono state ai vertici della camorra. Donne che oggi vivono in luoghi segreti, coperte da una falsa identità e sotto la protezione delle forze dell’ordine. Le testimonianze spietate e crude da lady boss, divise tra droga, racket, omicidi, intrighi familiari vedranno in ogni episodio interviste a magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e giornalisti che hanno seguito da vicino il caso. Le immagini d’archivio e il ricorso a ricostruzioni con attori renderanno ancora più vivido il racconto, sottolineando gli sforzi compiuti e i successi ottenuti dallo Stato per contrastare la criminalità organizzata campana. La tavola rotonda sarà aperta dal coordinatore scientifico del Centro di Ricerca RES Incorrupta, Isaia Sales, docente di Storia delle Mafie al Suor Orsola, dal general manager di A+E Networks Italy, Sherin Salvetti e dall’Assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli, Alessandra Clemente. Alla discussione prenderanno parte, tra gli altri, Paolo Colangeli, regista e autore della serie, Marco Demarco, direttore della Scuola di Giornalismo del Suor Orsola, Marco Visalberghi, presidente della casa di produzione Doclab, Pietro Ioia, in rappresentanza dell’Associazione ex-detenuti Napoli, lo scrittore Fabrizio Capecelatro e i giornalisti Mary Liguori e Arnaldo Capezzuto,
 



 
Martedì 14 Novembre 2017, 15:49 - Ultimo aggiornamento: 14-11-2017 17:16
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