Choc a Napoli, bimbo muore a 3 anni: arrivato ieri al pronto soccorso, era stato dimesso dal Santobono

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di Antonio Cimmino

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Morto a tre anni dopo essere stato trasportato stamattina dal 118 al Santobono di Napoli e giunto in arresto cardiaco all’osservazione del pronto soccorso. Il piccolo di Ercolano lamentava dolori addominali ed era giunto già ieri sera in pronto soccorso, classificato come «codice verde» e dimesso. Dopo avere riscontrato «segni di infiammazione delle vie aeree, dolori addominali e diarrea», i sanitari del Santobono non avevano riscontrato «temperatura febbrile al momento dell'osservazione». 

«Dopo la visita - spega una nota diffusa dall'ospedale pediatrico - integrata da un esame ecografico, il quadro clinico è stato ritenuto, in conformità alle linee guida ordinariamente seguite, non abbisognevole di ricovero e il piccolo è stato reinviato al domicilio, con prescrizione di farmaci e richiesta di controllo presso il curante dopo 24 ore». 

Stamattina, alle 7, il bambino è giunto al pronto soccorso in arresto cardiaco: nonostante tutte le procedure rianimatorie poste in essere, alle 7.43 è stato constatato il decesso.

A seguito dell’episodio, prima ancora dell’intervento delle autorità, i sanitari dell’ospedale pediatrico hanno fatto richiesta di un riscontro diagnostico autoptico e la direzione aziendale ha affidato a una commissione costituita dal direttore medico del presidio, dal responsabile del rischio clinico e dal prof Pierpaolo Di Lorenzo, medico legale dell'Università Federico II, l’incarico di verificare e riferire sull’accaduto.

Dall’inizio del 2017 circa 100.000 bambini sono stati accolti dal pronto soccorso del Santobono, un reparto che, per numero di casi e appropriatezza dei trattamenti, è considerato eccellenza in Italia.  «La Direzione dell’Azienda, fiduciosa nell’azione delle autorità competenti così come della professionalità e abnegazione dei propri sanitari - recita la nota diffusa dall'ospedale - porge alla famiglia sentite condoglianze e la più fattiva vicinanza, assicurando la massima collaborazione nell’individuare le cause della dolorosa vicenda». 
Venerdì 29 Dicembre 2017, 14:13 - Ultimo aggiornamento: 30-12-2017 10:49
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