Caos Anm, malumori sull'accordo lavoratori sul piede di guerra

ARTICOLI CORRELATI
di Paolo Barbuto

  • 79
L'accordo firmato l'altra notte con i sindacati è stato salutato con entusiasmo dall'amministrazione comunale e dall'amministratore dell'Anm. Però almeno due sigle sindacali hanno deciso di ascoltare la voce dei lavoratori prima di dare il definitivo placet a quel documento sul quale le firme dei rappresentanti sono per adesso solo temporanee e potrebbero anche essere ritirate.

Assemblee per un confronto con gli iscritti sono già state proclamate ufficialmente dalla Filt Cgil e dalla Usb. Si svolgeranno nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì, non entreranno in collisione con il trasporto pubblico perché verranno effettuate al di fuori dell'orario di lavoro: insomma qui non ci sono azioni di lotta alle viste, si tratta semplicemente di far sapere ai lavoratori quali sono, nel dettaglio, i contenuti dell'accordo per chiarire eventuali dubbi ed ascoltare la voce di ognuno prima di decidere se il «sì» potrà essere confermato.

Il vero nodo, attualmente, non è quello del futuro dei lavoratori; quel fronte è stato tenuto in considerazione fin dal primo giorno, e anche al momento della firma alla versione finale dell'accordo, pur sapendo che ci sono sacrifici, anche importanti, ai quali sottoporsi, i sindacati non hanno avuto tentennamenti. Quel che desta maggiori preoccupazioni è il progetto futuro: si chiede la certezza che l'azienda venga realmente dotata di un capitale in grado di consentire il superamento definitivo della crisi e poi il rilancio. Insomma, molti lavoratori non sembrano convinti che esista realmente un progetto per costruire un domani sereno per l'Anm e potrebbero chiedere di non essere partecipi, con la firma all'accordo, di un allungamento dell'agonia che potrebbe comunque concludersi con il fallimento dell'azienda.

Del resto in questo momento nessuno riesce ad avere certezze sulla sostenibilità del piano di salvataggio dell'Anm se è vero, come è vero, che lo stesso assessore ai trasporti Calabrese (lo leggete nell'intervista della pagina qui di fianco) ha chiesto che il piano venga sottoposto al vaglio di un advisor esterno e che sia pure validato da una società che ne certifichi la fattibilità. Insomma, allo stato attuale, nonostante l'entusiasmo per la firma dei sindacati all'accordo proposto dal Comune, la preoccupazione sul possibile crac resta immutata.

Continua a leggere sul Mattino Digital
Domenica 22 Ottobre 2017, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 22-10-2017 10:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP