Duckietown, la città delle paperelle
per progettare l'auto a guida autonoma

di Rossella Grasso

Al MIT di Boston la robotica si impara con le paperelle gommose. A Duckietown, la città in miniatura, si muove con agilità il prototipo di veicolo a guida autonoma con prestazioni da migliorare sempe di più. È questa la missione degli studenti dell'Università americana e da poco anche degli alunni delle scuole superiori italiane. Mauro D'Angelo, ingegnere elettronico dell'STMicroelectronics di Arzano con la passione per la robotica, ha portato in Italia il progetto statunitense riadattandolo a una platea di più piccoli perfettamente in grado di smanettare con alte tecnologie che stuzzicano il loro ingegno fino ad arrivare a progettare soluzioni smartcities. 
 

«Duckietown è un progetto di robotica per le scuole - spiega Mauro D'Angelo, che tra l'altro presiede l'Associazione no profit 'Per le tecnica' - La macchinina, il Dukieboat, monta a bordo sensori e attuatori che sono alla portata dei ragazzi delle scuole superiori e si muove in maniera autonoma all'interno di questa piccola città. Lo fa dovendo rispettare una missione base che è quella di muoversi all'interno della carreggiata, rispettare i semafori e la segnaletica stradale e infine di evitare gli ostacoli». Sul Duckieboat ci sono le più moderne tecnologie: c'è una scheda nucleo con un microcontrollore STM32, ha una scheda di controllo dei motori in continua ADST, sensori MEMS, e al suo interno ha giroscopi, accelerometri, sensori di pressione e di temperatura e un magnetometro. Poi c'è un'altra scheda che consente l'utilizzo di una tecnologia STMicroelectronics che è il Time of Light, che si usa come sensore di prossimità, per capire se ci sono altri veicoli oppure ostacoli in carreggiata.

Duckietown è un modo divertente per trasmettere ai più giovani la cultura della tecnologia e stimolarli a progettare in ottica 4.0. L'obiettivo della scuola è quello di costruire la città, la singolare vettura e programmarla e pensare anche a delle possibili espansioni. «Duckietown si presta non solo a un discorso di smart automotation ma anche di smart cities - spiega D'Angelo - Posso avere un'idea che può essere utile, realizzarla e implementarla in scala e vedere se funziona nella piccola città delle papere».

Sono 10 le scuole in tutta italia che hanno aderito all'iniziativa, per lo più in Campania. Alcune hanno anche partecipato alle competition organizzate dal Miur per la scuola Digitale risultando dei veri e propri poli di eccellenza. Ai ragazzi piace tanto e comprendono praticamente l'applicazione delle materie dei programmi ministeriali alla realtà. «Duckietown diventa un vero e proprio laboratorio - spiega D'Angelo, che per passione investe il suo tempo libero nell'aprire ai ragazzi il fantastico mondo della robotica - Per esempio se stanno studiando in fisica l'elettromagnetismo c'è lo spunto per il motore elettrico e per come controllarne la velocità e il verso di rotazione. Poi c'è il giroscopio per il cui funzionamento sono indispensabili nozioni di matematica come gli integrali. Anche il controllo del veicolo per restare all'interno della carreggiata sono calcolati con algoritmi complessi».

Al progetto collabora Bluenet, la startup innovativa napoletana che opera nei campi dell’elettronica e dell’informatica che fornisce supporto tecnico al progetto. «Duckietown ci è piaciuto subito - ha detto Davide Borrillo, General Manager di Bluenet - Partecipiamo attivamente alla definizione delle componenti e a quello spirito creativo che intende allargare lo spettro delle applicazioni del Duckieboat». Un'iniziativa che unisce gli allievi delle scuole superiori, gli ingegneri e gli startupper per creare qualcosa di nuovo che risponda a tutte le domande della nuova industria 4.0.
Sabato 20 Gennaio 2018, 16:42 - Ultimo aggiornamento: 20-01-2018 16:42
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