Napoli-Lisbona, «intersezioni»
nelle foto di De Innocentis

Foto di Nicola De Innocentis
di Donatella Trotta

«Saudade» in salsa napoletana. Anzi: in versione parteno-portoghese. Un sentimento ineffabile, sospeso nella civiltà lusitana tra malinconia e grazia, nostalgia e desiderio. Ma anche uno stato d’animo fluttuante nell’azzurro di cieli tersi, nel saliscendi di vicoli, nel volteggiare di panni e drappi stesi come stendardi identitari tra alture e architetture antiche: stratificate come i volti delle persone, come la loro melodiosa accoglienza.

Come non riscontrare affinità elettive tra le atmosfere di Lisbona e quelle di Napoli? Si intitola non a caso «Intersezioni» la mostra fotografica di Nicola De Innocentis che si inaugura domani alle ore 17.30 a Napoli, presso lo Studio Passerotti (via Nardones 118, terzo piano): l’incrocio di corrispondenze suggerito dal titolo rinvia infatti alle somiglianze tra due grandi città, Napoli e Lisbona, che fanno parte della geografia affettiva dell’artista e connotano gli scatti esposti.

La mostra, promossa - con il patrocinio dell'Ambasciata del Portogallo a Roma - dall’Associazione Italia-Portogallo e dal Consolato del Portogallo a Napoli, guidato dalla lusitanista Maria Luisa Cusati che presenterà la mostra con un invito al gioco per immagini condotto dall'autore, espone una trentina di foto volutamente prive di didascalie che il giovane ingegnere napoletano, musicista e fotografo per passione, offre allo sguardo del visitatore interpellandolo a riconoscere da solo l’immagine ritratta, con non pochi dubbi sulla esatta identificazione di una o dell’altra città: nel percorso espositivo, De Innocentis ha infatti selezionato significativi frammenti di una ricca collezione raccolta in quattro anni di permanenza a Lisbona, tra il 2012 e il 2016, cogliendo non poche similitudini tra la capitale portoghese (e la civiltà lusitana) e il capoluogo partenopeo, ex capitale del regno delle Due Sicilie che ancora oggi conserva intatta, in alcuni suoi scorci, la testimonianza di un passato denso ed eloquente. Proprio come la capitale portoghese, con l'eco del suo fado tanto affine alla canzone classica napoletana.

Nel pendolarismo – fisico e simbolico, concreto e mentale – dei suoi molteplici viaggi tra i due mondi l’artista ha così cristallizzato con il suo obbiettivo dettagli lusitani che gli evocavano la sua terra e fermato, in altri scatti, particolari napoletani che potrebbero invece far pensare a squarci di Lisbona. L’esito è un piacevole straniamento suscitato da 26 fotografie, ritratti parziali di città visibili ma simbolicamente immaginate come due linee che improvvisamente si intrecciano, si intersecano e talvolta si fondono attraverso elementi, dettagli, particolari capaci di suscitare emozioni di una comune appartenenza a civiltà di naviganti, poeti, artisti che in fondo altro non sono, tutti, che esploratori dell’esistenza. E del mondo dentro e fuori di noi.

La connotazione del viaggio nelle due città, identificate come una dalla sensibilità del fotografo, viene  così ampliata dall’affiancamento, al percorso espositivo di «Intersezioni», di riproduzioni di frammenti audiovisivi raccolti dall’autore tra le vie della capitale del Portogallo. Ulteriore documentazione affettivo-antropologica che prosegue la ricerca di De Innocentis, già avviata, ad esempio, dal precedente progetto «Montras de Lisboa», che spingeva il visitatore a guardare la capitale portoghese («Montras» è un termine lusitano per indicare non solo le vetrine dei negozi con ciò che viene esposto, ma anche le insegne che campeggiano all’entrata di ogni magazzino) sotto una lente differente. Riscoprendo – e poi mappando nel web - solo le lojas, le vetrine dei negozi piú antiche del centro di Lisbona, ma soprattutto quelle con le facciate più decorate o meglio mantenute, secondo lo stile dell’epoca.

E anche in «Montras», come ora in «Intersezioni», la spinta primaria dello sguardo di De Innocentis sembra essere un grande amore: per le radici. Per la bellezza. E non solo.
Giovedì 10 Gennaio 2019, 20:24
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