Cristinzio, sculture di luce nell'arte antica di Santa Maria La Nova

di Donatella Trotta

La luce cangiante della contemporaneità in dialogo con il genius loci di un antico sito monumentale, custodito nella penombra e nei chiaroscuri delle storiche architetture e testimonianze artistiche di un complesso monumentale francescano aperto, nel cuore di Napoli, a sempre nuove ibridazioni. E l’iridescenza di materiali industriali postmoderni (come il metacrilato trasparente e specchiato di colore rosso e l’acciaio corten) a confronto con i marmi, la pietra, gli stucchi, il legno intarsiato e le tele dipinte di un luogo di austera e antica bellezza, già dimora conventuale e ora scrigno immanente di trascendenza.
 
È uno stimolante (e provocatorio) incrocio artistico e un percorso non soltanto estetico, quello proposto dal Museo Arca (Arte Religiosa ContemporaneA, in piazza Santa Maria La Nova 44) con le installazioni dell’artista Laura Cristinzio, attiva come scultore sin dal 1970 e  invitata ora a realizzare quattro opere “site specific” per una mostra in occasione della tredicesima Giornata del Contemporaneo, promossa dall’Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiani (Amaci) e in programma domani in tutta Italia. L’esposizione, dal non casuale titolo «La luce nei segni dei tempi», si inaugura proprio sabato 14 ottobre alle ore 11 nella sede del complesso monumentale partenopeo per restare aperta al pubblico fino al 28 gennaio 2018, con testi critici di Giuseppe Reale, Filomena Maria (Mimma) Sardella e Diana Di Girolamo.
 
Si parte dal chiostro francescano, dove sul pozzo marmoreo svetta la prima simbolica scultura, intitolata «Punto Focale» e posizionata con sobrietà ma significativo impatto cromatico al centro: quasi a suggerire una molteplicità di rinvii - tra linee chiuse dei cerchi concentrici e aperte, tra terra e cielo, nucleo interno e irradiazione esterna, cultura e natura – che sembrano rivisitare in chiave astratta e con impeccabili geometrie di rigore architettonico l’Homo Vitruvianus leonardesco. Ulteriori suggestioni sono poi offerte dall’opera «Confessionale», non a caso inserita in una nicchia marmorea sempre nel Chiostro di San Giacomo della Marca del complesso conventuale, mentre nel transetto della chiesa monumentale di Santa Maria La Nova, sormontata dal suo opulento cassettonato seicentesco, l’artista ha inserito due essenziali «Mense» su cui sono poggiate due cornucopie realizzate con gli stessi materiali ultramoderni, quasi a intrecciare sacro e profano sullo sfondo dell’opulento altare intarsiato da Cosimo Fanzago, in un contrasto visivo da sindrome di Stendhal.
 
Laura Cristinzio, nata a Monteroduni (Isernia), residente a Ercolano e operativa a Napoli - dove ha compiuto la sua formazione dapprima in Architettura e poi in scultura, presso l’Accademia di Belle Arti - conferma con questa esposizione un respiro artistico “glocale”, capace di fondere l’ispirazione locale della sua vulcanica terra madre con le suggestioni cosmopolite di un mondo globale, dove la sua ricerca sperimentale (dalla pietra al bronzo fino alle materie plastiche a agli acciai) e le sue opere artistiche godono di ampio consenso critico e di pubblico, anche in numerose collaborazioni internazionali, dalla Scozia all’Inghilterra al Belgio. Tra i fondatori del gruppo Koan scultori e architetti associati - attento ai temi di riqualificazione urbana con progetti segnati da elementi compositivi di arte ambientale -, artista creativa, sensibile agli stimoli artistici del design e presente con sue opere in diverse collezioni museali (nell’Arca è ospitata dal 2011 una sua plexigrafia intitolata «Mistico»), Cristinzio si inserisce insomma con incisiva discrezione in un sito, come sottolinea Giuseppe Reale, «plasmato dalla storia», «tra forme estetiche storicizzate dalla distanza dei secoli», esprimendo così «nella forma della propria creatività quella ricerca di senso e di speranza che accomuna gli uomini, prima ancora delle loro diverse distinzioni ideali e confessionali».
 
E senza tema di profanazioni, anzi: se Mimma Sardella identifica ad esempio nella luce l’effetto dominante delle “rigide trasparenze” riverberate dalle installazioni dell’artista, «di rilevante impatto emozionale, progettate e realizzate con sapienza…attraverso l’infinita fantasia dell’intelletto», Diana Di Girolamo riscontra echi antichi nell’ultramoderno: «C’è qualcosa di omerico e di parmenideo – evidenzia - nella poetica di Laura Cristinzio, qualcosa che sopravvive alla modernità, alla contemporaneità perché in un certo senso rimanda a categorie permanenti, alle strutture soggiacenti dell’Essere: di omerico, in quanto si avverte il fuoco di un’epica solenne ed intensa; di parmenideo, perché tutte le sue forme rimandano all’Essere ed evocano l’Essere».
 
Gli otto percorsi di visita del Museo ARCA ed il Complesso Monumentale di S. Maria La Nova saranno aperti al pubblico tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 15.00 ed il sabato, la domenica ed i giorni festivi dalle ore 9.30 alle ore 14.00. Info: Oltre il Chiostro, tel. 081 5521597.
Venerdì 13 Ottobre 2017, 14:02 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 14:02
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