«Alpha», il primo libro di Montagnaro: una raccolta di racconti sul destino dagli uomini

In libreria
di Vincenzo Aiello

«Sì, sono io, l’uomo preistorico, quello lì in alto a sinistra. Il vostro progenitore. Alpha inizia da me. Anzi, mettiamocelo subito bene in testa: Alpha sono io! Sono seduto su un altopiano, è inverno. Non riesco davvero a pensare, ma intuisco i primi vagiti di idee. Intuisco che la natura mi ha creato per meccanismo evolutivo: devo obbedirle, non farle del male. Rispettare le sue regole, se desidero che l’evoluzione vada avanti. Ma la mia mente si ammanta di cortocircuiti mentali da cui non riesco a uscire. La natura mi ha voluto al mondo. Per esistere, devo mangiare. Per mangiare, devo uccidere parte del creato stesso. Posso farlo? Devo farlo? E fino a che punto? Si vendicherà, mi ucciderà? Ci ucciderà?».

Mancava nel nostro panorama narrativo cittadino un emulo di P. K Dick. Ci prova il 42enne scrittore partenopeo Fabio Montagnaro – che nella vita insegna Impianti chimici alla “Federico II” - e che esordisce con “Alpha (pagg. 120, euro 9.90; Alter ego – Scatole Parlanti edizioni)” , proprio nel momento in cui in sala va "Blade runner 2049". Alpha non è un romanzo unico, senza bisogno di aggiunte: è un insieme di ventiquattro racconti - e di altri scritti - ognuno con diversi protagonisti. I concetti però sono comuni, e legano i racconti tra loro.

Partendo da un uomo preistorico, passando attraverso scultura e amore, nascita di lingua e parole, elezione di un Papa e decapitazione di un re, letteratura e scienza, pittura, adolescenza e tecnologia, storie di mestieri, viaggi ed amicizie, spunti filosofici ed erotismo. Per arrivare ad un robot collocato in un lontanissimo futuro. Tra i racconti, una “nota dell’autore” per indicare al lettore chi scrive e perché. Alpha, progenitore della specie umana riflette sulle leggi che regolano la natura ed il suo stesso agire. La traccia narrativa parte da qui e si estende fino ad un remoto futuro. Insomma una sorta di fantasy tecnologico come “L'invenzione di Morel” di Casares”. Ma l'impressione che se ne trae è che si stia parlando di cose molto reali: forse della nostra stessa vita.

 
 
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 19:11 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2017 19:11
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP