Processo «Cpl Concordia»,
Schiavone ai domiciliari

Processo «Cpl Concordia»,
Schiavone ai domiciliari
di Mary Liguori

Il tribunale del Riesame di Napoli ha accolto l’istanza di scarcerazione per Claudio Schiavone. L’imprenditore, difeso dagli avvocati Paolo Trofino e Giuseppe Stellato, è da qualche giorno agli arresti domiciliari su disposizione del tribunale della Libertà napoletano che ha accolto l’istanza dei difensori dopo il rigetto del presidente Francesco Chiaromonte che ha presieduto il collegio che ha giudicato l’imprenditore colpevole del reato di concorso esterno in associazione mafiosa al culmine del processo Cpl Concordia area Agro-Aversano. Schiavone, inizialmente imputato per associazione per delinquere di stampo mafioso, subì per effetto delle accuse della Dda anche il sequestro di tutti i beni nelle sue disponibilità. Il patrimonio gli fu poi restituito su istanza del collegio difensivo mentre il tribunale di Napoli Nord respinse la richiesta di scarcerazione. Claudio Schiavone è stato condannato a sei anni di detenzione dal tribunale di Napoli Nord lo scorso 13 ottobre insieme ad Antonio Piccolo, al quale è stata invece inflitta una pena a dieci anni.
Il processo si concluse con una sentenza di assoluzione con formula piena per i vertici di Cpl Concordia. La presunta mafiosità della coop modenese è caduta al termine del processo di primo grado perché «Il fatto non sussiste»: assolti dopo due anni di udienze Roberto Casari e due dipendenti dello stesso colosso delle coop emiliane, Giulio Lancia e Giuseppe Cinquanta, dall’accusa di aver stretto rapporti con i Casalesi ai tempi della metanizzazione dell’Agro Aversano.
Martedì 16 Gennaio 2018, 17:41 - Ultimo aggiornamento: 16-01-2018 17:43
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