Premiato il carabiniere che lotta
contro i mercanti di schiave

di Mary Liguori

Un premio che vale una carriera ma che, soprattutto, esprime il senso dell’essere Carabiniere. Neanche le criticità che affliggono Mezzogiorno riescono a fermare la volontà di chi, ogni giorno, si prefigge lo scopo di onorare la divisa. Anzi, ogni problema diventa sprone. Èil caso del maresciallo Luigi De Santis, comandante della piccola stazione di Grazzanise, al quale è stato conferito uno dei cinque premi annuali «per essersi particolarmente distinto nell’espletamento dell’attività di istituto nel corso nel 2017». Il riconoscimento del Comandante Generale Giovanni Nistri è stato consegnato dal presidente della Camera, Roberto Fico. De Santis è l’unico carabiniere in Campania ad aver ottenuto quest’anno il prestigioso premio. Le motivazioni, per chi vive la realtà casertana, è facile intuirle. Nel corso del 2017 la stazione di Grazzanise ha messo a segno una serie di importanti operazioni: antidroga, anticamorra e a tutela dei deboli. Anche e soprattutto contro la tratta degli esseri umani finalizzata alla prostituzione, piaga incurabile del Litorale Domitio. Il maresciallo De Santis ha condotto blitz contro la mafia nera, con un’inchiesta in cui c’è uno dei rari casi in cui una ragazza che riesce a sfuggire alla mafia nigeriana accetta di testimoniare contro i suoi ex carcerieri. La stazione di Grazzanise ha poi sgominato un violento gruppo di truffatori che, per simulare un incidente e incassare un premio assicurativo, non ha esitato a picchiare un giovane disabile fino a spezzargli le gambe. 
Le risorse in termini di uomini sono spesso ridotte nelle piccole stazioni, come ha fatto, maresciallo De Santis, a raggiungere simili risultati?
«Dando il massimo in ogni attività svolta, l’assegnazione di questo riconoscimento è stata una grande soddisfazione: il mio pensiero va sempre a tutti i carabinieri che fanno parte della stazione di Grazzanise che hanno contribuito a raggiungere tale risultato, E devo ringraziare anche tutti i magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere e della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli oltre ai miei collaboratori e ai superiori gerarchici».
Grazzanise, Santa Maria la Fossa, il Litorale sono territori difficili... Qual è stata l'arma vincente?
«Con la necessaria professionalità si riesce a lavorare bene e ad ottenere risultati. Ciò può avvenure, però, senza dubbio solo con il lavoro di squadra. Il riconoscimento che mi è stato attribuito è innanzitutto loro, che in questi anni sono sempre stati al mio fianco e hanno collaborato con me. I carabinieri che fanno parte della Stazione di Grazzanise sono una mia seconda famiglia».
Essere un carabiniere non è un mestiere, è una scelta di vita: quanto è importante il sostegno della famiglia?
«Si tratta di una componente fondamentale. Una famiglia che ti supporta e che condivide con te le tensioni della giornata lavorativa. A Roma, per il ritiro del riconoscimento, ho portato con mia moglie e con i miei figli». 
Sabato 9 Giugno 2018, 20:36
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