Nel santuario con il martello:
sfonda l'ascensore e ferisce il frate

Nel santuario con il martello:
sfonda l'ascensore e ferisce il frate
di Ildebrando Caputi

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Roccamonfina. Prima rompe a martellate la porta dell’ascensore per disabili e poi si scaglia contro i frati: è successo al Santuario dei Lattani di Roccamonfina, uno dei luoghi dello spirito più conosciuti sia in Terra di Lavoro che nell’intera Campania. Il tutto è successo nel giro di una decina di minuti e solo per una fortuita coincidenza il grave episodio, a parte l’ascensore fuori uso, si è concluso con un frate finito in ospedale per una contusione a un braccio. Ma la paura è stata davvero tanta. E l’intera comunità dell’Alto Casertano ha condannato fermamente la violenta aggressione.

A ricostruire l’accaduto è direttamente il Padre Guardiano del convento, fra Nando: «Sono stato chiamato al telefono da una fedele presente per una preghiera all’interno del santuario – racconta – poiché aveva sentito dei forti colpi provenire dall’esterno. Pensava a dei lavori in corso, ma una volta uscita all’esterno ha notato che il tutto proveniva dal vano ascensore. Sono subito sceso insieme a un confratello per verificare la segnalazione. Ed in effetti abbiamo sentito le grida di una persona che diceva di essere rimasta bloccata. La distanza da coprire è brevissima – precisa il Padre Guardiano - non si tratta di piani, solo qualche metro, perché l’ascensore serve soltanto a superare i gradini d’ingresso per le persone anziane o con difficoltà motoria».

Così, immediato scatta il soccorso, l’ascensore risale normalmente e a questo punto esplode la violenza: «A noi non ci sono sembrate anomalie nel funzionamento del mezzo – sottolinea fra Nando – comunque appena le porte si sono aperte ci siamo trovati di fronte un giovane fortemente alterato che ha inveito contro di noi prima verbalmente e poi aggredendoci fisicamente. Abbiamo avuto paura quando abbiamo visto spuntare un martello, con il quale prima ha distrutto la porta e dei vetri e poi ha colpito ad un braccio il mio confratello. Fortunatamente siamo riusciti a fermarlo e soprattutto a calmarlo. Quindi si è allontanato in macchina in direzione Gallo-Roccamonfina».

L’aggressione è stata soltanto uno degli ultimi episodi anomali che si sono verificati in questi ultimi mesi negli spazi del Santuario. «Io sono presente da appena nove mesi ai Lattanti – evidenzia Padre Guardiano – e vorrei che di questo luogo si parlasse soltanto per la bellezza e la grande spiritualità che si respira. Per questo non ho dato peso ad altri fatti che ho riscontrato, forse collegati tra loro. Adesso guardiamo avanti con positività e per questo invito tutti ad assistere il 5, 6 e 7 gennaio alla rappresentazione del presepe vivente, per la prima volta allestito in questo magico scenario».
Sabato 23 Dicembre 2017, 22:09 - Ultimo aggiornamento: 24-12-2017 10:44
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