Daniela De Crescenzo

Alla riscoperta della Via delle Gabelle con Rosso Democratico

di Daniela De Crescenzo
Si chiama "Le gabelle del re" il percorso proposto dall'associazione Rosso democratico che ha organizzato una visita guidata per domani, 15 aprile, alle 10. Si percorrerà la strada che, fino alla fine del Settecento, dal centro della città conduceva a Capodimonte, passando dall’attuale Porta Grande del Real Bosco, che diventerà l’ingresso storico del sito, giungendo sino alla fine di via Bosco di Capodimonte e quindi presso l’attuale Viale dei Colli Aminei.

Il tour è organizzato in più tappe e ad ogni sosta corrisponde un punto di pagamento di una delle tante gabelle che all'epoca erano dovute al vicerè dai contadini e trasportatori che entravano e uscivano dalla città. Percorrere la via è anche un modo per ricostruire un'epoca.

Ed ecco i punti salienti della visita.

Porta Grande del Real Bosco di Capodimonte. Qui termina la via Sant’Antonio a Capodimonte, proveniente dal centro della città e conosciuta come "’a sagliuta d’’o presepe".

Palazzotti. I corpi di fabbrica che tuttora sorgono a destra di Porta Grande furono tagliati ai primi dell’Ottocento per aprire la Via Ponti Rossi: fino ad allora si affacciavano sulla strada pubblica dove sin dall’epoca vicereale, erano dislocati diversi posti di guardia per il pagamento delle gabelle. 

Chiesa e convento di Sant’Antonio. Sempre sulla strada di Capodimonte, nello spazio a fianco alla reggia, sorgevano un tempo la Chiesa e il Convento di Sant’Antonio a Capodimonte, da cui il nome alla strada omonima.

Case del re o della Regia Corte. Demolite nel 1806, sempre a seguito del progetto di ampliamento francese del parco, si trovavano lungo la strada nei pressi del futuro cortile settentrionale della reggia ed erano abitate dai maestri ceramisti impiegati presso la fabbrica delle porcellane. 

Porta di Mezzo. Rappresenta oggi come ne Settecento l’accesso al bosco vero e proprio.

Emiciclo di Porta Piccola. L’ingresso di Porta Piccola, che a discapito del suo nome è percepita oggi come la porta di ingresso più importante del bosco, è situata all’estremità superiore dello “Spianato” e prospetta su Via Miano. 

Civico 101. Nel Settecento al posto del palazzo che si vede oggi doveva sorgere il palazzo della famiglia Ruggiero, che viene dettagliatamente descritto nelle antiche guide di Napoli.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fu voluta dal Marchese Innocenzo Mazza alla fine del Cinquecento e presto viventò il cuore del villaggio trovandosi al bivio di due strade importanti: Via Parrocchia attuale Via Santa Maria delle Grazie e la Via delle Gabelle proveniente da Sant’Antonio a Capodimonte. 

Palazzo Paparo. Nel Settecento il palazzo era di proprietà della famiglia Paparo che lo utilizzava per la villeggiatura e conserva qualche segno dell'antico splendore.

Proprietà Cioffi.  Al numero 41 di Via Bosco di Capodimonte si erge un palazzo di tre piani con accesso da un ampio arco dalla cornice modanata che presenta lateralmente due vani terranei. Come si legge dalla targa posta ai lati dell’ ingresso, è il palazzo della famiglia Cioffi.

Civico 55.  Qua si trova l'edicola votiva rappresentante S. Anna e la Madonna bambina. L’incremento del culto di Sant’Anna a Capodimonte fu opera del parroco Domenico de’ Bonis, nativo di Venafro, che amministrò la parrocchia dal 1735 al 1770. 

Via Vecchia San Rocco. In questo punto, tra l’attuale civico 18 di Via Vecchia San Rocco, ad angolo con Via Cardinale Prisco, e l’attuale civico 70 di Via Bosco,  erano collocate le Sbarre dove si pagava rispettivamente la gabella del grano e la gabella della farina, orzo e avena. 

Palazzo Russo. Anche in questo palazzo era presente un acquartieramento di Soldati della dogana.

 
Sabato 14 Aprile 2018, 11:05
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