M5S, caso hacker, Casaleggio: «Raccomandazioni garante già accolte». Ma dagli Usa nuove accuse

La piattaforma Rousseau e i dati violati
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Il giorno dopo la pubblicazione del lungo provvedimento bacchettata del garante della privacy ai vertici del M5S, parla Davide Casaleggio, responsabile del trattamento dati dei siti pentastellati. Dice di avere intrapreso azioni volte a migliorare la sicurezza informatica dei sistema. Ripete in sintesi quello che a voce ha detto a Milano durante le ispezioni dell'Authority. Il messaggio vuole essere rassicurante e comunicare che il Movimento si è già messo in regola anche perché in questi giorni ha caricato tutti i dati dei candidati che intendono correre con il M5S alle prossime elezioni politiche. Questo insomma il prudente feedback al provvedimento che come da prassi si rivolge al titolare del trattamento dei dati che è Beppe Grillo. Ma l'ex comico é molto defilato, come peraltro ha detto e ripetuto anche nel suo contro discorso di fine anno. Fu lo stesso Grillo il 26 aprile 2016, a due settimane dalla morte di Gianroberto Casaleggio, a consegnare all'associazione Rousseau la responsabilità di custodire e proteggere i dati sensibili raccolti in tanti anni di attività politica. 

«In seguito all'attacco hacker dello scorso mese di agosto sono già state attivate le procedure per mettere in sicurezza il sistema Rousseau e la polizia postale ha condotto un'indagine sugli autori degli attacchi. A tal riguardo le richieste e le raccomandazioni del garante per la privacy sono già state accolte. Ringraziamo il garante e la polizia postale per la collaborazione». Così l'Associazione Rousseau presieduta da Davide Casaleggio in una nota, ha commentato le raccomandazioni del garante per la protezione dei dati personali alla luce degli attacchi hacker subiti dalla piattaforma del M5S nei mesi scorsi.

Tutto a posto? No, perché su Twitter un giornalista che si occupa di sicurezza informatica di Forbes ha scoperto grazie a una ricerca che analizza i siti più visitati al mondo che il blog di Beppe Grillo conterrebbe un codice che raccoglie gli indirizzi di mail memorizzati nei gestori di password dei browser degli utenti che visitano il sito. Si tratterebbe di un'operazione di data mining, estrazione di dati, imponente. E infatti il reporter di Forbed Thomas Fox Brewster su Twitter si rivolge pubblicamente all'account di Beppe Grillo e chiede spiegazioni. L'account di Grillo però rimane muto. 
«A prima vista sembra un modo per collezionare di nascosto indirizzi di mail da spammare. O peggio», ha scritto su Twitter l'esperto informatico Paolo Attivissimo. 
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2018 12:38
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