Dall'infertilità maschile alla blockchain: ecco i dati di come sarà il futuro

di Rossella Grasso

Come sarà il futuro? A questa domanda risponde il report «Long-Term Megatrends 2018» appena pubblicato dall'’Italian Institute for the Future, uno studio sulle principali tendenze dell'anno appena trascorso in riferimento a quelli ancora precedenti che consentono di fare previsioni su quanto accadrà nei prossimi anni. Un report che l'IIF pubblica ogni anno a partire dai megatrend, tendenze complesse in grado di produrre cambiamenti significativi sul lungo periodo, spesso legati a fattori strutturali come la demografia, l’ambiente, l’innovazione scientifica e tecnologica e la mentalità. «L'IIF è un' organizzazione che cerca di portare in Italia la consapevolezza e l'importanza dei future studies, cioè di anticipazione di previsione sociale nei diversi ambiti di innovazione tecnologica e scientifica, politica, economica, fondamentalmente il pensiero di lungo termine», spiega il presidente dell'IIF, Roberto Paura.

Così l'Istituto ha evidenziato in 10 punti le tendenze principali del futuro. «I megatrend di solito cambiano di anno in anno - spiega Paura - Qualcosa invece persiste come le terapie geniche che hanno un impatto importante sul lungo periodo per le cure personalizzate, la medicina preventiva e le nuove terapie di screening genico contro i tumori e le altre malattie. In campo geopolitico la questione della Russia continua ad avere rilevanza. Anno per anno segnali diversi ci portano a vedere un trend che è quello del ritorno alla Guerra Fredda. In questo caso lo abbiamo analizzato dal punto di vista della mentalità: la russofobia che torna  nelle cancellerie occidentali è un segnale che dimostra un ritorno a dinamiche da Guerra Fredda». 

Poi ci sono le novità. Ci sono segnali inquietanti come ad esempio il calo della fertilità maschile che porterebbe da qui al 2070 a un’infertilità totale nei paesi occidentali. Il problema è capire cosa stia provocando tutto questo. Oppure la blockchain che è stata una delle parole chiave dello scorso anno. «Noi l’abbiamo analizzata da più punti di vista - dice Paura - ma la vediamo come un segnale di qel trend che va avanti da almeno 10 anni che è la disintermediazione digitale. Tutto ormai va verso la liquidazione degli intermediari tradizionali in tutte le transazioni siano esse economiche, sociali, istituzionali e così via. La blockchain può diventare dirompente nei prossimi anni proprio perché rientra inquesta tendenza». Poi c'è il boom del car sharing che spopola negli ultimi 2 o 3 anni. «Oggi in Europa quasi la metà del mercato è permeata dal carsharing - commenta il presidente - e tutte le stime prevedono che nei prossimi anni ci sarà una crescita importante che avrà anche un effetto sull’industria e sulle vendite delle automobili». Ancora il problema del turismo di massa che se da un lato è positivo per l'economia, dall'altro potrebbe portare a lungo termine a conseguenze negative. «Se vediamo le statistiche dal 1950 a oggi - dice Paura -  vediamo che solo negli ultimi due anni abbiamo superato il miliardo di viaggiatori ogni anno. C'è un impatto negativo secondo numerose ricerche: per esempio l’impatto sul patrimonio mondiale dell’UNESCO per quanto riguarda la sostenibilità dei flussi turistici, il problema delle aree costiere  e delle isole, per quanto riguarda l’ambiente, il consumo di gas serra che produce l’aumento del traffico aereo. Tutto ciò ha un’importanza sul lungo periodo e necessita chiaramente di una regolamentazione, politiche per ridimensionare questo problema».

Il primo megatrend del report 2018 riguarda l’Unione europea e il pericoloso stallo in cui si trova oggi il processo d’integrazione. Al quarto posto troviamo la questione della parità di genere, rilanciata dal caso Weinstein, che rivela un primo deciso cambio di mentalità riguardo ai tradizionali ruoli di genere, fenomeno che potrebbe accelerare la tendenza all’uguaglianza tra donne e uomini. Segue la possibile frenata della platform economy, cresciuta negli ultimi anni grazie a un totale assenza di regolamentazione, tendenza destinata a invertirsi per la decisione di molti governi, tra cui l’Italia, di regolamentare l’economia on demand e introdurre una web tax in grado di mettere fine all’elusione dei tech-titani internazionali.

Poi c'è il timore di una trappola della crescita debole nei paesi europei, a causa del calo demografico e dei redditi bassi, che sembra rendere illusoria la speranza di tornare ai livelli di crescita del PIL dei decenni scorsi e impone di prendere in considerazione anche gli indicatori di benessere equo e sostenibile. «Tutti i trend mondiali sono prevedibili - conclude Paura - Le istituzioni dovrebbero cercare di tenere in considerazione la questione dell’anticipazione dei cambiamenti e intervenire anche quando c’è ancora qualche anno per intervenire. Per esempio nella questione della platform economy, per anni non si è assolutamente intervenuto in un ambito privo di regolamentazione. Poi ci siamo trovati a dover affrontare dei problemi come Air BnB, delle case vacanze che producono la gentryfication dei centri urbani oppure che tipo di  contratto di lavoro fare ai lavoratori del comparto della platform economy. Ogni Ministero, ogni Dipartiemento locale e nazionale dovrebbe avere un ufficio, come già avviene in altri paesi europei, che tenga costantemente conto di questi trend e faccia delle proposte al legislatore per intervenire per tempo».
Mercoledì 3 Gennaio 2018, 17:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP