Ragazzi di Scampia e giovani disabili insieme sulla barca sequestrata alla camorra

di Delia Paciello

Una barca in mezzo al mare, ma non una barca qualunque: un bene confiscato alla camorra utilizzato in passato per il traffico di droga, ora verrà messo a disposizione dei giovani e soprattutto dei ragazzi disabili. Un messaggio importante che si unisce ad uno scopo più concreto e utile. L’imbarcazione è stata infatti allestita in modo da consentire anche alle persone con problemi motori di tuffarsi in acqua: un’iniziativa nata per socializzare e sensibilizzare i giovani verso l’importante tema sociale della legalità e della solidarietà verso i meno fortunati, ma anche per permettere in maniera effettiva a chi non ha la possibilità di fare un tuffo in mare.
 

«Ragazzi…tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare» è il nome del progetto, appoggiato e finanziato dal Consiglio dei ministri per la gioventù camorra e presentato presso l’auditorium dell’Istituto tecnico industriale Galileo Ferraris di Scampia. L’iniziativa, promossa dalla cooperativa Asgam, vedrà coinvolti i ragazzi dell’istituto per «l’attività in piscina e in barca», insieme ai giovani disabili di Napoli.

«Si tratta di un’occasione di crescita e di riflessione su valori importanti della vita», ha infatti affermato Carmen De Cristoforo, presidente della cooperativa Asgam. Accanto alla lotta alla camorra i ragazzi diversamente abili insieme agli studenti di Scampia potranno vivere insieme nuove avventure e aiutarsi l’uno con l’altro nelle attività in acqua. E non solo. «I ragazzi potranno riscoprire gli antichi mestieri del mare. Un’opportunità per acquisire nuove competenze, che potranno inserire nel proprio curriculum, al termine del progetto», ha spiegato l’ing. Alfredo Fiore, dirigente scolastico dell’ITIS G. Ferraris. Proprio in un quartiere troppo spesso ricordato per episodi non troppo piacevoli, nascono invece iniziative di riscatto sociale: «A Scampia molti giovani lamentano l’assenza di attività sportive. Proprio per questo, in accordo con gli insegnanti di educazione fisica, ho pensato di dare ai nostri studenti l’opportunità di guardare le bellezze che ci circondano attraverso le attività del progetto».

Un’immagine positiva per tutta la città, che porta con sé valori importanti: «La socializzazione e l'integrazione sono importanti per il quartiere e  non devono avvenire soltanto nelle aule ma negli spazi aperti- precisa Fabio Grasso, presidente onorario della cooperativa -. Lo sport è un momento di coesione e di integrazione, che insegna il rispetto di sé, degli altri e della natura».
Domenica 11 Marzo 2018, 14:29
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