Caso Affittopoli: «La Corte dei Conti indaghi anche sui fitti dello stadio»

Caso Affittopoli: «La Corte dei Conti indaghi anche sui fitti dello stadio»
di Paolo Barbuto
Mercoledì 18 Luglio 2018, 09:23 - Ultimo agg. 18:14
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È un fiume in piena Carmine Sgambati, ma chi lo conosce sa perfettamente che lui è fatto così: senza mezze misure «io sono un tipo pane al pane e vino al vino, non è che sto zitto di fronte a certe cose solo perché faccio parte della maggioranza». Sgambati in consiglio comunale è presidente della commissione patrimonio e anche di quella per lo sport. Sul tavolo la vicenda dei canoni dei circoli sportivi finiti nel mirino della Corte dei Conti.

Cos'è che non la convince?
«Dal giorno in cui sono stato eletto cerco di spiegare che quei fitti sono troppo bassi, che c'è qualcosa che non quadra. Nessuno mi ha ascoltato ed ecco che ci ritroviamo con la Corte dei Conti che chiede chiarimenti. E secondo me, purtroppo, non finirà qui».

Ci sono altri immobili che vengono ceduti a canoni fuori mercato?
«La vicenda non riguarda un immobile qualunque, ma lo stadio San Paolo. Sono preoccupato perché secondo me la Corte dei Conti chiederà ragione anche per quella struttura».

Ci aiuti a capire: perché la Corte dei Conti dovrebbe indagare sul San Paolo?
«Perché lì si registra lo stesso danno erariale che si è verificato negli altri casi. La convenzione con il Calcio Napoli è scaduta da un anno e mezzo, De Laurentiis porta la squadra a giocare nello stadio della città senza pagare un euro».

Scusi, Sgambati, lei sostiene che il Napoli viene ospitato gratuitamente?
«Io dico che siamo nel mezzo di una trattativa, perché la nuova convenzione è in discussione da un tempo infinito, e nel frattempo i pagamenti vengono rimandati».

Lei è presidente della commissione sport, dovrebbe avere voce in capitolo in questa vicenda.
«Ho convocato il Calcio Napoli in commissione per quattro volte. Non s'è mai presentato nessuno. Io mi chiedo: se sai che la convenzione è scaduta, vuoi almeno venire a parlarne con il consiglio comunale? Voglio essere franco: se la situazione continua così, per me il Napoli può andare a giocare anche a Palermo».

 

Così si scatena l'ira dei tifosi.
«Ma io sono il primo a sventolare la bandiera azzurra e a gioire per le vittorie. Però qui si tratta di rispetto per la città. Ho convocato un'altra commissione per il 26 luglio, mi aspetto che il Napoli mandi un rappresentante anche se ci credo poco».

Perché è così scettico?
«Perché immagino la tattica: il presidente De Laurentiis cercherà di far slittare la discussione, così inizierà il campionato, poi ci saranno le partite di coppa e diventerà impossibile per noi usare la linea dura».

Non potrebbe coinvolgere la Giunta in questa vicenda?
«Cose vuole che le dica? Io non riesco ad avere certezze nemmeno dalla mia amministrazione. Ecco perché credo che la Corte dei Conti sicuramente indagherà anche su questo aspetto. De resto è plateale: se c'è danno erariale nella gestione del patrimonio, c'è un danno altrettanto evidente anche nella questione dello stadio».

Sgambati lei fa parte della maggioranza, non può auspicare un intervento dell Corte dei Conti nei confronti dell'attuale amministrazione.
«Qui c'è bisogno di un chiarimento: innanzitutto io non auspico l'intervento della Corte dei Conti ma, purtroppo, lo vedo all'orizzonte. Poi chi mi conosce sa bene che io voglio seguire gli interessi della mia Amministrazione, del mio sindaco, ma in cima alla lista ci sono gli interessi dei napoletani, delle persone che mi hanno votato: e ottenere il giusto pagamento per il San Paolo significa fare gli interessi della città».
 
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