Napoli, addio bus per la provincia:
l'Anm dismette ben 75 linee

di Pierluigi Frattasi

«Gli scioperi dei trasporti mettono in difficoltà la città. In questo momento difficile per Anm, non si possono anteporre le aspettative personali alla salvezza dell’azienda. Invitiamo i lavoratori al senso di responsabilità. Ora prevale l’esigenza di risanare. Le indennità arretrate? Non possiamo pagarle adesso, sono congelate con gli altri debiti. Ma stiamo lavorando per tagliare subito i superminimi dei funzionari». Non ha dubbi Nicola Pascale, dal 19 marzo scorso amministratore unico dell’Anm. Tra le prime azioni, una sterzata soprattutto sulla lotta all’evasione, partecipando personalmente anche ai blitz dei controllori ai tornelli. La deadline del concordato fallimentare è fissata al 3 luglio. Intanto, il 22 giugno ci sarà lo sciopero Anm: le funicolari (Centrale, Chiaia, Montesanto e Mergellina) si fermeranno per 24 ore, per iniziativa di Ugl e Cisal. Bus, metrò e parcheggi per sole 4 ore, per la protesta di Usb, Orsa e Confail. Mentre l’Anm ieri ha annunciato che non parteciperà alla gara regionale per il Lotto 4, corrispondente all’area metropolitana di Napoli, da 33 milioni di km e oltre 100 milioni di euro per gestire i trasporti su gomma. L’azienda dismetterà 75 bus e 253 dipendenti (180 autisti e 73 indiretti, tra operai, manutentori e amministrativi) delle linee suburbane. Mezzi e uomini saranno trasferiti a chi si aggiudicherà il bando. Attualmente si è già candidata l’Eav che corre in partnership con Bus Italia. Rebus sulla Ctp. Nelle prossime ore, Anm lancerà la manifestazione d’interesse per trovare i volontari. Se non saranno sufficienti, si sceglierà per anzianità lavorativa.
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Sabato 9 Giugno 2018, 09:51
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