Cristoforetti: «Verso Marte grazie all'alleanza fra le nazioni». La carta cinese per AstroSamantha

Samantha Cristoforetti e l'ambasciatrice tedesca  Susanne Wasum-Rainen nella residenza di Villa Almone a Roma
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di Paolo Ricci Bitti

Nella sua agenda, pluriennale come quella di tutti gli astronauti, Samantha Cristoforetti ha due appuntamenti cerchiati in rosso. Il primo, la missione Exomars, è sicuro anche nella data: il 2020. Il secondo è altrettanto certo - una nuova missione nello spazio - ma sulla data e sui compagni di viaggio va ancora usata la matita e non la biro.

La prima italiana a salire in orbita ha di nuovo portato parecchi passeggeri sulla stazione spaziale internazionale (Iss) con il racconto della sua esperienza nella missione Futura. Centonovantanove giorni, 16 ore e 42 minuti fra le stelle (all’epoca record mondiale femminile per un’unica missione, ndr) dal 23 novembre 2014, come AstroSamantha ha ricordato ai giornalisti dell’Associazione stampa estera ospiti dell’ambasciatrice tedesca Susanne Wasum-Rainen nella residenza di Villa Almone.

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Si è insomma volato molto in alto nel primo evento della serie “Cielo aperto” allestita appunto dall’Assostampa Estera presieduta dalla turca Esma Cakir, che ha chiamato la corrispondente del Die Velt, Constanze Reuscher a rompere il ghiaccio della prima domanda alla 41enne trentina che in Germania si è laureata in Ingegneria aerospaziale, prima tappa di una carriera che l’ha portata poi a diventare capitano “combat ready” nell’Aeronautica militare e poi a vincere ormai 10 anni fa la durissima selezione per diventare astronauta per l’Agenzia spaziale europea, come non era mai accaduto a un’italiana.
 
 


Un curriculum strabiliante sottolineato in apertura di serata dall’ambasciatrice Wasum-Rainen che si è poi seduta sui gradini della scalinata che porta al meraviglioso giardino di Villa Almone per non perdersi nemmeno una parola dell’astronauta. “L’attività dell’Agenzia spaziale europea – ha detto l’ambasciatrice – è uno degli esempi più importanti dell’efficacia della collaborazione fra nazioni del nostro continente. Lo ripeto in questi giorni di grandi dibattiti: l’Europa unisce, l’Europa unita permette di raggiungere brillanti risultati”.

Allora, che Samantha Cristoforetti torni nello spazio è sicuro: lo ho ribadito a Villa Almone anche il presidente riconfermato dell’Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, che si appresta a celebrare i 30 anni di attività.

“Naturalmente – aveva detto poco prima la Cristoforetti, quasi un milione di follower su Twitter – spero di tornare al più presto nello spazio, è nell’ordine delle cose anche se per adesso non è possibile fare previsioni. Come sapete l’anno prossimo sarà di nuovo il turno di Luca Parmitano. Poi vedremo”.

Di certo la tecnologia ha sempre più bisogno di astronauti in orbita e tra non molto di nuovo sulla Luna, tappa intermedia prima del grande balzo su Marte. I frutti derivati dalle attività degli inquilini dell’Iss pesano fortemente nello sviluppo tumultuoso di un settore che nel mondo vale almeno 350 miliardi di dollari, quasi due in Italia. Un comparto che per di più vede in azione sempre nuovi protagonisti nazionali (Cina e India davanti a tutti) e privati quali Elon Musk e Jeff Bezos. Un’attività che fin dai suoi primi passi ha spinto il progresso della scienza ad accelerare i tempi innescando ricadute in ogni aspetto della nostra vita. Insegnando inoltre che i traguardi più importanti (dalla stazione spaziale Iss alla corsa verso Marte) possono essere raggiunti solo con una cooperazione internazionale mondiale perché di risorse intellettuali ed economiche una singola nazione non ne avrà mai abbastanza.

“E’ normale nello spazio, oltre che vitale – ha detto più volte la Cristoforetti – collaborare gomito a gomito fra americani, russi, europei, cinesi e giapponesi. Non ci si fa proprio caso, nelle nostre attività, ai confini fra le nazioni che del resto dallo spazio non si vedono proprio come ogni altra traccia dell’opera dell’uomo, luci delle città a parte”.

Per ora è previsto che la stazione spaziale internazionale resti in attività fino al 2024, dopo un ciclo di vita di quasi un quarto di secolo, anche se non si esclude un prolungamento fino al 2028. Nel frattempo alle agenzie nazionali (Nasa, Roscosmos, Esa e Asi in particolare) che la gestiscono potrebbero per la prima volta affiancarsi aziende private, persino per ragioni di turismo spaziale.

E poi AstroSamantha, anche se non lo dice, ha in mano la carta (un carico da 11) della Cina: alle cinque lingue che già padroneggiava ha aggiunto con rapidità spaziale anche il cinese e il suo debutto quale tutor in un corso per taikonauti (gli astronauti cinesi) non è passato inosservato persino alla rete tv nazionale di Pechino che l’ha intervistata senza bisogno di interpreti. Nel 2020 sarà lanciato il Palazzo Cinese (Tiangong) 2 e l’esperienza di una come la Cristoforetti e della stessa Agenzia spaziale italiana rappresentano un patrimonio per i cinesi, ultimi arrivati in orbita.

“Questa volta tornerà nello spazio da mamma” è stato anche chiesto nella serata alla Cristoforetti ricordando la nascita ormai due anni fa della figlia. “Non sarò la prima a farlo. Quando ho scelto di diventare madre sapevo che la genitorialità e la mia attività di astronauta possono tranquillamente coesistere”.

In attesa di decollare di nuovo l’astronauta sta completando la triennale stesura di un libro (non per ragazzi, come la sua prima opera) con l’aiuto di un personaggio di spicco dello scenario culturale italiano: “Una fatica vera, altro che le missioni spaziali. Non è facile esprimere con le parole le esperienze e soprattutto le emozioni che proviamo. Sembra già di immergersi in una fiaba quando si arriva nel mitico cosmodromo di Bajkonur dove iniziò la storia dell’esplorazione spaziale. Chissà, magari un giorno sarebbe bello mandare in orbita poeti e scrittori. Intanto ci affidiamo molto anche alle immagini perché abitare sull’Iss ci permette di riprendere aspetti del nostro pianeta che non mancano mai di affascinare”.
Mormorio di approvazione dal prato di Villa Almone.

Intanto la Cristoforetti, anche se non direttamente coinvolta, continua a seguire con grande interesse la missione europea Exomars che nel nel 2020 manderà un rover (veicolo esploratore) su Marte. Una missione dell’Esa ad alta partecipazione italiana (il 36%) che potrebbe confermare definitivamente la presenza di vita sul Pianeta Rosso. Il rover sarà infatti equipaggiato da un trapano senza precedenti nella storia delle esplorazioni spaziali: “I tecnici di Thales Alenia Space e Leonardo – ha detto l’astronauta – hanno realizzato un'apprecchiatura che potrà prelevare campioni fino a 2 metri di profondità, mentre finora ci si è limitatati a scalfire la superficie marziana. C’è vita oltre a quella terrestre nell’universo? Penso proprio di sì, ma, come diceva Margherita Hack, sarà molto difficile che la incontreremo”.







 
Venerdì 22 Giugno 2018, 11:39 - Ultimo aggiornamento: 26-06-2018 09:03
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