Fisica, nobel agli scienziati di Ligo: Kip Thorne, Ray Weiss e Barry Barish. «Hanno scoperto le onde gravitazionali» I Video

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di Rosita Rijtano

Erano i favoriti e, contrariamente a quel che spesso accade ai pronostici (smentiti dalla realtà), ce l'hanno fatta sul serio: hanno conquistato il riconoscimento più ambito dagli scienziati. Il premio Nobel per la Fisica 2017, infatti, è stato assegnato a Rainer Weiss, Barry Barish e Kip Thorne per «i loro decisivi contribuiti al rilevatore Ligo e all'osservazione delle onde gravitazionali».

L’annuncio è arrivato alle 11.45 del 3 ottobre, dalla Reale accademia delle scienze svedese, a Stoccolma.
 
Il rilevatore. Ligo, acronimo in inglese per Osservatorio inteferometro laser delle onde gravitazionali, è un osservatorio statunitense ideato per il rilevamento delle onde gravitazionali, e fondato nel 1984 proprio da Thorne e Barish. Si tratta di un progetto nato dalle collaborazione di oltre mille ricercatori in venti paesi, tra cui l'Italia, che ospita Virgo, «fratello» del rilevatore Usa. 


 
Quel genio di Einstein. Le onde gravitazionali sono state previste da Einstein nel 1916, come conseguenza della teoria della relatività generale. In base a questa teoria, la massa curva lo spazio-tempo in modo simile a un oggetto che deforma un lenzuolo su cui viene posizionato. Ed è proprio questa deformazione che noi percepiamo come gravità.
 
Se la materia in questione è in movimento, ci possiamo aspettare una «perturbazione» oscillatoria dello spazio-tempo, al pari delle onde che increspano la superficie di uno stagno su cui si sposta un oggetto. Nel regno dello spazio-tempo, queste perturbazioni oscillatorie sono chiamate onde gravitazionali, viaggiano alla velocità della luce e interagiscono in modo trascurabile con la materia che incontrano, conservando una sorta di «memoria» degli eventi che le hanno generate. 

In linea di principio tutte le masse in movimento generano onde gravitazionali, ma si tratta di onde piccolissime. Per sperare di rilevarle è, quindi, necessario che le masse in questione siano di dimensioni astronomiche e a generare le «increspature» siano fenomeni violentissimi dell'universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all'universo.​

La prima osservazione. Nonostante siano state teorizzate oltre un secolo fa, le onde gravitazionali sono state osservate per la prima volta da Ligo solo il 14 settembre del 2015. «Ero nella mia casa di Pasadena, in California. Appena sveglio ho controllato l’e-mail e c’era il messaggio di uno dei miei colleghi: mi invitava ad andare su una pagina web dell’esperimento Ligo. In effetti c’era un segnale gravitazionale». Così Thorne ha raccontato la scoperta in un'intervista a Repubblica. «Ho richiamato il collega e gli ho detto: di sicuro un segnale artificiale introdotto dal team che lavora per mettere alla prova tutto lo staff. Lui mi ha risposto: “Kip, io faccio parte di quel team e ti assicuro che non siamo stati noi”. Allora ho capito che ce l’avevamo fatta».




L'importanza dell'Italia. Un'osservazione confermata ad agosto di quest'anno anche dal fratello italiano Virgo, lo strumento dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) che si trova a Càscina ed è stata menzionato espressamente durante l'annuncio del premio. La notizia del Nobel è stata accolta con un grandissimo applauso e un brindisi nella sede dell'istituto a Roma: «Questa volta è stata premiata la globalità della scienza», ha detto il direttore dell'Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego), Federico Ferrini, dedicando il brindisi al papà del rivelatore Virgo, Adalberto Giazotto.

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L'origine delle onde gravitazionali viste da Ligo. Le onde «viste» da Ligo sono state create dalla collisione tra due buchi neri, che si sono fusi un unico buco nero ruotante più massiccio, e hanno impiegato 1.3 miliardi di anni per arrivare al rilevatore negli Stati Uniti. Il segnale era estremamente debole quando ha raggiunto la Terra, ma prometteva già una rivoluzione nel mondo dell'astrofisica. 
Martedì 3 Ottobre 2017, 11:57
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