Tramonti e crateri: le foto spettacolari in 3D di Marte riprese dalla telecamera italiana

Tramonti e crateri: le foto spettacolari in 3D di Marte riprese dalla telecamera italiana
ARTICOLI CORRELATI
0
  • 130
Gli “occhi” italiani su Marte cominciano a mettere sempre meglio a fuoco i dettagli della superficie di Marte laggiù ad appena 400 chilometri di distanza, la stessa quota che permette a Parmitano, Cristoforetti e Nespoli di scattare meravigliose foto della Terra dalla Cupola della stazione spaziale internazionali.

LEGGI ANCHE: Exomars, via libera allo sbarco del rover su Marte: firmato accordo fra Thales e Esa, il ruolo guida dell'Italia
LEGGI ANCHE: Scusi, per Marte? A destra dopo gli Asteroidi - Missione Exomars: da Roma al Pianeta Rosso passando per Mosca e Baikonur

A due anni dal lancio dal cosmodromo kazako di Bajkonur scalda di nuovo i muscoli la prima parte della missione Exomars grazie alle quale abbiamo adesso riprese di una qualità senza precedenti del Pianeta Rosso. Immagini reali (non ricostruzioni al computer) e persino liriche – vedi i tramonti con il Sole che si inabissa arrossando le già carminio alture dei rilievi marziani – che sorprendono perché dietro il “mirino” della telecamera Cassis non c’è un astronauta, semmai ci sono l’anima e il cervello dei visionari progettisti e costruttori, in gran parte italiani, di questa avanzatissima apparecchiatura aggrappata alla sonda Tgo (Trace gas orbiter) che da un anno mezzo solca la rarefatta atmosfera di Marte.
 
 

E guardate che non è facile sorprendere addetti ai lavori e semplici spettatori di queste conquiste perché di immagini marziane che tolgono il respiro ne abbiamo già viste tante a partire di quelle di ben 52 anni anni della sonda americana Mariner 4. E poi, nel 1997, le prime immagini dal suolo grazie al piccolo rover Sojurner, antenato statunitense dell’attuale Curiosity, un esploratore che ama persino farsi i selfie e che dal 2012 ha inviato centinaia di migliaia di immagini e di dati che lasciano a occhi aperti.
 







 

Adesso è ancora meglio con Cassis e la qualità delle sue riprese. Ecco allora tramonti e crateri, valli e picchi dal fascino assoluto ripresi dallo strumento Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS), rivelate nel corso di un workshop organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI): ecco il Pianeta rosso in una veste totalmente nuova a cui ci abitueremo grazie all’iniziativa di rilascio di un’immagine inedita a settimana. Immagini in 3D dalle quali si potranno fare analisi morfologiche della superficie marziana, utili anche a guidare la seconda parte della missione Exomars dell’Agenzia spaziale europea e di Roscosmos (Russia) in cui l’Italia, attraverso l’Agenzia spaziale italiana, vale addirittura il 36% del progetto, cifra record che comporta la leadership della missione e che è dovuta al riconoscimento della qualità delle tecnologie del comparto spaziale tricolore. Una missione destinata a chiarire una volta per tutte se vi sono tracce di vita, remota o attuale, e quante sono le possibilità di trovare lassù materie prime ed elementi indispensabili per progettare lo sbarco dell’uomo su Marte ed eventualmente la sua permanenza come sogna ad esempio Elen Musk di SpaceX con le sue annunciate colonie.

CaSSIS, a ogni modo, è una camera realizzata per acquisire immagini ad alta risoluzione di Marte ed è uno degli strumenti a bordo del Trace Gas Orbiter (TGO) della missione ESA ExoMars 2016, in orbita intorno il Pianeta rosso dall’ottobre del 2016.

L’orbiter – un satellite, insomma - avrà anche il compito di effettuare le attività di comunicazioni con la Terra durante la missione del 2020, quando sul Pianeta rosso arriverà un rover, ormai definitivamente collaudato da Thales Alenia Space a Torino, che avrà soprattutto il compito di analizzare il sottosuolo del pianeta con un trapano  capace di perforare fino a due metri di profondità: mai ci si era spinti così all’interno di Marte, così lontani dalle micidiali radiazioni che hanno abbrustolito la superficie di un pianeta un tempo ricco di acqua e forse di vita, come dimostrerebbe la presenza di metano e di possibili molecole organiche rintracciate sinora da rover americani che però possono solo “grattare” la polvere superficiale marziana. Il trapano, un’altra meraviglia di Leonardo che nasce a Milano, rappresenta il più avanzato strumento per il campionamento e l’analisi del suolo mai costruito nella storia delle esplorazioni spaziali.


Tornando alla telecamera Cassis il progetto internazioale nasce sotto la direzione di Nicolas Thomas dell’Università di Berna (Svizzera) ed è realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l’industria italiana, in particolare Leonardo che ha fornito il cuore optronico (piano focale ed elettronica di processamento).

Responsabile nazionale del programma è Gabriele Cremonese dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Padova.
“Le immagini ottenute dalla camera stereo CaSSIS sono inedite in termini di risoluzione spaziale e sono - ha commentato Barbara Negri, responsabile dell’Unità esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’ASI - a colori reali, cioè non artificialmente realizzate al computer.

Il team scientifico dell’INAF di Padova ha realizzato un software unico che permette di generare immagini 3D del suolo marziano partendo dall’acquisizione di coppie stereo ottenute dalla camera. Altra qualità unica per lo strumento CaSSIS è l'estensione delle immagini, che è di 10 km perpendicolarmente alla direzione di moto. Il lavoro che sta svolgendo il team scientifico italiano su CaSSIS, dimostra la grande capacità dell’Italia di svolgere un ruolo di leadership nell’analisi dei dati scientifici di Marte”.
 

CaSSIS ha osservato i siti che sono stati identificati come potenziali fonti di gas “traccia”, studiando i processi dinamici di superficie - ad esempio, la sublimazione, i processi di erosione e il vulcanismo - che potrebbero contribuire alla formazione dei gas atmosferici. Lo strumento verrà utilizzato anche per individuare potenziali siti di atterraggio valutando le pendici locali, le rocce e altri possibili pericoli. Grazie ad un meccanismo di rotazione, lo strumento è inoltre in grado di acquisire immagini in configurazione stereoscopica, consentendo così una ricostruzione tridimensionale della superficie del pianeta.

“La camera sta funzionando molto bene e la quantità di dati di alta qualità che sta producendo è impressionante, in questi giorni abbiamo superato le 1000 immagini acquisite dalla fine del commissioning, incluse le coppie stereo. L’analisi scientifica delle immagini è già iniziata e prevediamo di sottomettere le prime pubblicazioni nelle prossime settimane”, ha specificato Gabriele Cremonese di INAF.

 
Mercoledì 27 Giugno 2018, 12:21 - Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 19:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP