Dal ritmo cardiaco al calore della pelle: così l'intelligenza artificiale sa svelare le emozioni umane

Vita dura per i professionisti del bluff: si fa sempre più vicino infatti il momento in cui l'intelligenza artificiale sarà in grado di rilevare se qualcuno sta mentendo, è innamorato o sta per compiere atti di violenza. Sta per iniziare l'era della cosiddetta «empatia tecnologica», come ha spiegato ad una Ted Conference a Vancouver la direttrice scientifica dei Dolby Laboratories, Poppy Crum. La chiave non sta in una nuova macchina della verità, ma nel combinare insieme l'uso dell'intelligenza artificiale con strumenti già in uso con le attuali tecnologie, come i sensori dell'elettro-encefalogramma, monitor del ritmo cardiaco, camere a immagini termiche e sensori di risposta cutanea. Sono tanti infatti gli "indizi" corporei che tradiscono, pur non volendo, sentimenti ed emozioni, come la dilatazione delle pupille, che indica quanto duramente stia lavorando il cervello, il calore irradiato dalla pelle quando si è stressati o innamorati o le molecole presenti nell'aria emessa con il respiro.

Anche le onde cerebrali contengono informazioni importanti, ad esempio sul livello di concentrazione. «Pensiamo di saper controllare cosa gli altri riescono a sapere, vedere e capire di noi, ma in realtà la tecnologia per captare le nostre emozioni più profonde già esiste», ha detto Crum. Per darne una prova, la ricercatrice ha fatto una dimostrazione pratica in sala basata sull'analisi in tempo reale dell'anidride carbonica emessa dal pubblico. «La suspense collettiva - ha spiegato - ha creato un picco di CO2» e i cambiamenti nella temperatura corporea hanno rivelato quanto il nostro cervello stesse lavorando, ad esempio perché coinvolto dalla conversazione. In futuro la stessa tecnologia potrebbe essere utilizzata per valutare l'umore di una persona o se gli studenti seguono con attenzione il loro professore, o ancora in ambito medico. «Sarà la fine dei bluff da poker. Noi - ha concluso Crum - 'trasmettiamo in ondà le nostre emozioni e riusciremo a sapere degli altri più di quanto fatto finora».
Martedì 17 Aprile 2018, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 16:48
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