Tor, hacker italiano scopre una falla: ecco come funziona la porta d'accesso al dark web

Ha scoperto una falla in Tor, il browser su cui si basa il Dark Web, quella parte di Internet che sfugge alle leggi e di cui la maggior parte degli utenti non è a conoscenza. La storia di Filippo Cavallarin, 35enne del Lido di Venezia, sta facendo il giro del mondo, dopo che per un caso l'uomo ha scoperto nel sistema una falla che di fatto annullava l'anonimato che caratterizza Tor. 

Cavallarin è il titolare della società di cyber security We Are Segment, e ha spiegato cosa è successo: «Stavo facendo altre attività di ricerca in rete quando ho trovato qualcosa che non mi tornava, c'era un tassello diverso da quello che avrebbe dovuto esserci; in un'ora di controlli sono arrivato a scoprire nel sistema un baco. È stata un'intuizione, alla conclusione ci sono arrivato in un modo più artistico che scientifico». Cavallarin si definisce uno "smanettone", fin da quando aveva 12 anni, e ora è un "hacker etico": una volta scoperta la falla non ha chiesto soldi e ha aspettato che il baco fosse estirpato prima di divulgare la notizia: «Ho comunicato la cosa a Tor e loro due ore dopo mi hanno risposto, enormemente contenti e grati per essermi fatto vivo. Essere un hacker significa mettere a disposizione le proprie conoscenze per risolvere i problemi».

Come funziona Tor?
Tor è un acronimo che sta per "The Onion Router": un sistema a "cipolla", perché funziona a strati. Il processo crittografico avviene a livelli, e si appoggia su volontari che mettono a disposizione dei nodi. Da lì passano le comunicazioni, che rimbalzano e rendono impossibile l'identificazione dell'autore dell'azione. Il percorso di ogni byte è casuale e non può essere replicato. Ogni dieci minuti il circuito cambia. Parole d'ordine: privacy e anonimato. Il prodotto più famoso della società è Tor browser, che si può installare su qualsiasi sistema operativo e permette di utilizzare questo sistema. Tor, nato per eludere la censura nei paesi autoritari, è diventato famoso per essere la porta di accesso al dark web. Una rete parallela a quella "pubblica", dove si trova di tutto: anche e soprattutto oggetti e contenuti illegali. Il dark web è comunque ormai una realtà consolidata: tanto che il New York Times ha annunciato di aver creato un dominio specifico per Tor.
 
Lunedì 6 Novembre 2017, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 06-11-2017 17:03
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