«Così la fibra ottica può avvisarci del terremoto in anticipo»: l'intuizione dello studio diretto da un italiano

Una ricerca realizzata presso l'università californiana di Stanford, ma guidata da un docente italiano, Biondo Biondi, potrebbe rivoluzionare la storia dell'analisi sismica: uno strumento molto diffuso come la fibra ottica, grazie alla velocità di trasmissione di dati pari a quella della luce, potrebbe addirittura segnalare l'arrivo di un terremoto con qualche minuto di anticipo.

Come riporta anche Agi, il docente di origini italiane ha spiegato che grazie alla fibra ottica i ricercatori sono riusciti a rilevare diversi movimenti tellurici avvenuti in un'area sismica come la California, ma anche il devastante terremoto che ha colpito il Messico quasi due mesi fa: «Usando la rete di fibre ottiche preesistenti, che circondano la nostra università possiamo ascoltare continuamente, e bene, la Terra». Monitorare i terremoti è molto semplice: essendo posta nel terreno, la fibra ottica 'registra' ogni scossa sotto forma di interferenze, la cui analisi consente di ricavare informazioni in tempo reale su intensità e direzione del movimento sismico.



La fibra ottica, quindi, secondo i ricercatori di Stanford può essere una valida alternativa ai sismografi, troppo costosi e difficilmente installabili all'interno di una rete mondiale. I vantaggi, per Biondi, sono innegabili: «Ogni metro di fibra ottica nella nostra rete si comporta come un sensore e la sua installazione costa meno di un dollaro. Non potremmo mai essere capaci di creare una simile rete utilizzando sismografi convenzionali con la stessa densità, copertura e costo». Anche i dati che potrebbero essere ricavati dall'analisi delle fibre ottiche potrebbero essere qualitativamente migliori rispetto a quelli forniti dai sismografi, con i quali generalmente ci vuole almeno un quarto d'ora dall'evento sismico per avere informazioni dettagliate: «Gli ingegneri civili potrebbero meglio comprendere come ponti e palazzi rispondono alle piccole scosse da miliardi di sensori, e usare quelle informazioni per progettare costruzioni in grado di sopportare sollecitazioni maggiori».

La tecnologia che i ricercatori hanno adottato si chiama percezione acustica distribuita (Das) e rileva la pressione e le deformazioni che il cemento applica sulla fibra, interferendo sulla trasmissione dei dati. In questo caso, per monitorare l'attività sismica, i filamenti di fibra ottica vanno installati nel cemento: un'operazione più costosa, che ora i ricercatori dovranno dimostrare essere sostenibile soprattutto dal punto di vista economica all'interno di una rete vasta e complessa.
Mercoledì 1 Novembre 2017, 11:23 - Ultimo aggiornamento: 01-11-2017 12:32
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