Huawei P20, foto al top con la triple camera e la lente telefotografica

Il nuovo Huawei P20 pro
di Alessandro Di Liegro

Una sola parola: fotografie. Anzi, facciamo quattro: le migliori del comparto. Il nuovo Huawei P20 pro si staglia come leader nel comparto degli smartphone in particolar modo per quanto riguarda le ottiche e la fotografia. È il primo ad avere una powered triple camera Leica sul retro (una mono lens, una Rgb lens a 40Mpixel), più la nuova lente telefotografica con laser receiver e transmitter, oltre a un sensore per la temperatura del colore, per un'esperienza di visione e display che promette di essere unica e personale. La novità è il ritorno del notch, il pulsante alla base del display, che permette la navigazione all'interno dello smartphone, oltre all'intelligenza artificiale applicata alla gestione delle fotografie, che semplifica l'utilizzo della camera, aiutando l'utilizzatore nella scelta della migliore foto possibile a seconda delle condizioni di luce e movimento. Con il 4d predictive focus, l'instant focus è basato sulla predizione del movimento di un oggetto, grazie all'intelligenza artificiale. Può addirittura seguire un fiore nel vento.

Le foto scattate con il Huawei P20 Pro sono gestite dall'intelligenza artificiale della camera, che determina in pochi istanti il modo in cui dev'essere scattata una foto, individuando il contesto migliore per ogni scenario. Nel caso di una foto a ritratto, il soggetto è immediatamente messo a fuoco, automaticamente, senza necessità di definire manualmente i dettagli come Iso o apertura del diaframma. Con l'Ai Assisted Composition c'è la linea dell'orizzonte quando si fanno le foto dei panorami, mentre con gruppi di persone, l'Ai aiuta facendo rientrare tutti nella foto. Lo stabilizzatore è presente anche di notte fino a 8 secondi, persino dei video. Grazie al Bokeh effect non ci sono più aree sfocate nella foto, mentre il color temperature sense splitta la scena e dà il colore giusto a ogni punto nella foto, senza che ci sia bisogno di una maschera in post produzione. L'Intelligenza Artificiale è posizionata in un un chipset apposito, in modo da non dover ricorrere al cloud che, in alcuni casi, sarebbe addirittura deleterio utilizzare. 

Lo scatto è più veloce, in 0,3 secondi, l'ISO arriva a 15000:100, che consente, specialmente di notte, di avere una definizione dei dettagli finora inedita, persino del manto stellare. Anche lo zoom è stato migliorato, con un 5x hybrid e un 10x digital, mentre lo zoom ottico si "ferma" 3x. La funzione Slow Motion - tra le 19 a disposizione nel comparto foto - arriva fino a 960 fps. Il sistema audio è un Dolby Atmos. Per sbloccare lo schermo il dispositivo di Face Unlock è possibile anche in condizioni di scarsa luminosità. 

Il top di gamma della serie P20 di Huawei ha un display 6.1 Oled 2240*1080, resistente all'acqua e alla polvere, con batteria di 4000mAh con durata prevista di 2 giorni e ricarica superveloce. Tra le altre varie applicazioni innovative che sono state presentate a Parigi dal CEO Richard Yu sono le collaborazioni con Google nell'ambito della realtà aumentata - particolarmente divertente nella simulazione effettuata con una Porsche virtuale - e nell'IoT, con una gestione assistita di Google Assistant per controllare dispositivi di domotica e vari altri collegati. 

Quattro i colori a disposizione: graphite black, midnight blue, pink gold, twilight. Il P20 ha uno schermo più piccolo LCD, ha meno ram, una batteria molto più piccola 3400 maH nel p20, 4000 mAh pro. Come fotocamera sul retro ha una Leica dual camera con la metà della potenza e capacità, processore Emui 1.8 Android 8.1 oreo. Il sistema operativo, invece, è lo stesso per entrambi i dispositivi: il Kirin 970 Hisilicon, mentre le memorie sono - naturalmente - differenti, con il Pro che arriva ai 6Gb di Ram e i 128 di memoria, mentre il P20 si ferma a 4Gb di Ram e 64 Gb di memoria. Huawei punta sul P20 per aumentare il suo share di mercato, in Italia, nella fascia sopra i 600 euro: il P20 costa infatti 649 euro, mentre il P20 Pro 899 euro.

I modelli Mate RS Porsche designed, anche loro presentati a Parigi contestualmente alla serie P20, sono il prodotto di fascia "oltre" di Huawei, con prezzi che arrivano fino a 2059 euro e innovazioni molto interessanti, come il fingerprint in-display che raddoppia quello posteriore, una maggiore memoria a disposizione, fino a 256 Gb, e più velocità di prestazioni. 

«Il 5g arriverà verso la fine del 2018, inizio 2019. Con il nuovo Mate20? Chissà». Al termine della presentazione del nuovo P20 Pro, che segna il passo dal punto di vista della fotografia, creando un nuovo standard per gli smartphone che verranno, il Deputy General Manager Consumer Business di Huawei Italia Pier Giorgio Furcas si è lasciato scappare una piccola anticipazione di quello che potrebbe essere il prossimo top di gamma della casa cinese. «Come batteria non ci può dire niente nessuno. Oggi ci possiamo arrogare il diritto di dire che siamo gli unici che vanno a 4000 mAh con la batteria del P20 Pro. Come fotocamera, mentre molti hanno rincorso la dual camera, nel momento in cui l'hanno raggiunta, abbiamo presentato la triple camera» dice Furcas. Il prossimo passo in avanti è raggiungere l'obiettivo del 5g, con una velocità di connessione che arriverebbe a 10Gb al secondo, che permetterebbe scenari davvero interessanti, specialmente nell'ottica dell'Internet of Things. In questo senso, Huawei si è già portata avanti, insieme a Google Home: «L'IoT è una cosa che è sotto gli occhi di tutti, è uno degli aspetti di questo modo di intendere il futuro, in cui tutti gli apparecchi saranno collegati tra di loro. Google Home è qualcosa che cambierà l'elettronica in casa e il collegamento tra diversi apparecchi». Un futuro così prossimo che è già qui: «Il chipset con il 5g è già pronto – prosegue Furcas – dobbiamo solo attendere un pochino per vederlo montato su un nuovo prodotto». Quel prodotto potrebbe essere il nuovo Mate20 su cui, però, Furcas non si sbilancia sussurrando un semplice: «Chissà».

Il nuovo P20 Pro, che sarà nei negozi il prossimo 6 aprile – e che nelle prove attualmente in corso si sta dimostrando un dispositivo molto divertente da sperimentare – è il protagonista della presentazione di Parigi, può essere il “grimaldello” giusto per guadagnare ancora più fetta di mercato nella fascia di prezzo alta, sopra i 600 euro, posizionandosi tra i due giganti: «Uno sta a Seul e l'altro a Cupertino – prosegue Furcas – La nostra aspettativa è di raggiungere il 25% di share di mercato. Già con il P10, il P10 plus e il Mate 10 Pro abbiamo fatto un passo in avanti, consolidando una quota del 9% e raggiunto punte del 13%. Per noi il Mate10 Pro è stato un ottimo banco di prova per verificare l'attitudine dell'utente finale ad avvicinarsi sempre di più ai telefoni Huawei di fascia alta». La presentazione, guidata dal CEO Richard Yu, ha puntato molto sulla comparazione tra i vari cellulari di fascia alta, sottolineando in particolare le alte prestazioni della batteria e la nuova triple camera, con degli indici di prestazione più che rosei per l'ultimo nato in casa Huawei: «La batteria del Huawei si ricarica in soli 25 minuti per un'intera giornata. C'è qualcun altro che forse potrebbe farlo ma scema in termini di sicurezza del telefono», conclude.
Martedì 27 Marzo 2018, 18:22 - Ultimo aggiornamento: 03-04-2018 14:38
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