Zuckerberg farà mea culpa al Congresso Usa: «Cambridge Analytica un mio errore»

Zuckerberg fa mea culpa al Congresso Usa: «Cambridge Analytica un mio errore»
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Il Congresso ha pubblicato il discorso che Mark Zuckerberg pronuncerà davanti alla commissione sull'Energia a alla commissione sul Commercio della Camera mercoledì. «È stato un mio errore, chiedo scusa», si legge nella testimonianza preparata da Zuckerberg che adesso si trova a Capitol Hill per un primo incontro a porte chiude con i politici. Zuckerberg non ha parlato con i giornalisti. Per il ceo di Facebook il gruppo ha commesso errori su «Fake News, interferenze estere sulle elezioni, incitamento all'odio e privacy». Facebook, continua il fondatore non ha fatto abbastanza per prevenire «che i nostri strumenti fossero usati per fare del male», si legge nella sua testimonianza. Nel suo discorso Zuckerberg sostiene di non aver avuto una visione abbastanza ampia sulle responsabilità del gruppo, e «questa è stato un grande errore», ha detto l'amministratore delegato.

«Non abbiamo avuto una visione ampia della nostra responsabilità e questo è stato un errore», le parole di Zuckerberg in relazione a temi come fake news, interferenze straniere nelle elezioni o privacy dei dati. «Non è sufficiente connettere le persone: dobbiamo essere certi che i collegamenti siano positivi... Non è sufficiente dare alle persone il controllo delle loro informazioni, dobbiamo essere certi che i nostri sviluppatori le stiano anche proteggendo: non abbiamo solo la responsabilità di creare strumenti, ma dobbiamo essere anche certi che vengano usati nel modo corretto». Nei giorni scorsi, Zuckerberg ha annunciato una serie di step per colmare le lacune: «Ci vorrà del tempo per attuare tutti i cambiamenti, ma sono impegnato per fare tutto nel modo giusto». Zuckerberg si soffermerà in maniera dettagliata sulla vicenda che ruota attorno a Cambridge Analytica. «Abbiamo intrapreso azioni importanti per evitare che si verifichi ancora ciò che è successo 4 anni fa. Abbiamo commesso errori, c'è ancora tanto da fare e dobbiamo farlo», dirà. Quindi, toccherà il tema dell'interferenza russa nel processo elettorale del 2016. «Siamo stati troppo lenti ad individuare e a contrastare l'interferenza russa» nel periodo che ha preceduto l'elezione di Donald Trump.
Lunedì 9 Aprile 2018, 18:13 - Ultimo aggiornamento: 10-04-2018 09:52
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