Luna artificiale in orbita brilla sulla metropoli: l'idea della Cina

L'idea della Luna artificiale è senza dubbio brilante, a dir poco luminosa, ma anche se i dubbi restano tutt'ora preponderanti sulle certezze sta allargandosi la curiosità per l'annuncio dell'Aerospace Science & Technology Microelectronics System Research della città di Chengdu.

 
Nel giro di appena due anni si punta a lanciare in orbita (bassa, si immagina) un satellite provvisto di una vasta superficie riflettente i raggi sul sole indirizzandoli su un'area il cui diametro può variare fra 10 e 80 chilometri per rischiarare la notte sulla metropoli, capitale della provincia di Sichuan. Da Terra sarà possibile decidere l'ampiezza dello spot luminoso.

Si pensa così di risparmiare energia elettrica anche se c'è già chi paventa rischi per l'equilibrio dei ritmi circadiani che regolano le nostre reazioni tra il giorno e la notte. La luce riflessa dal satellite resterebbe tuttavia assi lattiginosa, niche a che vedere con quella solare, insomma.

La luna artificiale avrebbe una luminosità (magnitudo) otto volte superiore a quella del satellite reale. Lo spunto verrebbe dalla visione di un'artista francese che pensava di allestire una "collana" spaziale di specchi per illuminare appunto la ville lumiére.  

Più in piccolo si ricorda il progetto, fallito, dei russi di indirizzare sulla Terra raggi solari grazie a uno specchio del diametro di 25 metri installato sulla stazione spaziale Mir.

In fatto di spazio i cinesi non scherzano: fra qualche anno potrebbero persino portare sul loro Palazzo Celeste in orbita Samantha Cristoforetti. Dato però il buio fitto sui dettagli tecnici di questa impresa, inutilmente sollecitati, per  ora mancano troppi elementi per fare luce sulla Luna artificial made in China.
Giovedì 18 Ottobre 2018, 19:10 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 20:15
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