Luna 2022, l'umanità fa un (altro) grande passo

di Massimo Capaccioli

Ci siamo. Dopo un lungo stallo di quasi mezzo secolo, la Nasa annuncia che tornerà sulla Luna. Una bella notizia davvero, tanto più sorprendente in quanto pare che la svolta al programma dell'Agenzia spaziale federale sia stata dettata dalla ferrea volontà di Donald Trump. Il presidente dell'America First, dei dazi imposti agli alleati, di una politica sociale avara e di tante esternazioni che ne hanno fatto il bersaglio di nemici e detrattori, ha messo mano ai programmi spaziali del suo Paese usando, com'è suo stile, bastone e carota. Drastici tagli a commissioni e a progetti di ricerca, come WFirst, il telescopio per survey a grande campo nell'infrarosso su cui la comunità astronomica internazionale aveva ormai fatto la bocca, e quattrini freschi per finanziare un altro degli obiettivi della sua presidenza: fare dell'America la prima non solo sulla Terra ma anche in cielo.

Non si tratta soltanto di una questione di prestigio, che pure conta molto per la nazione leader nel mondo. È soprattutto un fatto di potere economico e militare. La riconquista della Luna può diventare una palestra per uno sviluppo tecnologico senza precedenti. Ce lo insegna l'esperienza fatta da quando, il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin venne lanciato in una singola orbita bassa attorno alla Terra. Purtroppo, la saga del volo umano nello spazio profondo, verso la Luna e gli altri corpi del Sistema Solare, ha avuto una parabola breve, solo 11 anni, complice il ritiro dell'Unione Sovietica da una competizione dove l'America aveva ormai fatto cappotto. In seguito, costi, benefici e strategie hanno orientato le agenzie spaziali dei grandi paesi a consolidare la conquista e lo sfruttamento dello spazio circumterrestre con la messa in orbita di innumerevoli satelliti artificiali e l'impiego di sistemi di lancio riutilizzabili in tutto o in parte, come lo Shuttle e la Sojuz. Prototipi costosi e ancora molto rischiosi di un servizio di taxi e di catering di insediamenti stabili, come la Mir, che in russo significa mondo ma anche pace, e la Stazione spaziale internazionale, dove la pace e la cooperazione tra i popoli continuano a essere un esperimento vincente.
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Mercoledì 13 Giugno 2018, 10:52
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