Addio a Luigi Necco, l'ultimo saluto di Teo Teocoli: «Ti riporterò la giacca azzurra»

«Caro Luigi, mi mancherai. Ti faccio una promessa, ti riporterò la giacca azzurra». Teo Teocoli ricorda così Luigi Necco, storico volto di 90° minuto al quale il popolare imitatore si ispirò per uno dei suoi personaggi più noti: Felice Caccamo. Oltre alla capigliatura fulva, gli occhialoni anni '60, era proprio quella giacca azzurra troppo stretta, abbinata alla cravatta con il Golfo di Napoli, a rendere inconfondibile il giornalista napoletano apparso per la prima volta a Paperissima nel '90 e poi divenuto volto storico di Mai dire gol.

«I miti di Caccamo erano, oltre a Necco, Giuseppe Bruscolotti e Bruno Pesaola, tutti personaggi che hanno fatto la storia del calcio a Napoli - sottolinea Teocoli in un'intervista con l'Ansa -. Luigi è stato il primo a raccontare lo sport in un modo diverso, alla sua maniera. In quegli anni erano tutti molto seri, mentre lui suscitava simpatia. Era sempre pronto alla battuta, per questo a Napoli lo amavano. Resterà nell'immaginario collettivo l'immagine dei bambini che gli correvano dietro, l'immagine della felicità».

«Eravamo amici - ricorda lo showman -. Era venuto a vedermi un paio di volte a teatro. Io gli dicevo: siamo due vecchi napoletani. Io sono milanese, ma ho avuto sempre una passione per Napoli». «Ricordo che una volta ci siamo incontrati a Taormina - aggiunge -. Io avevo uno spettacolo a teatro e prima della serata ero andato al ristorante. Lui venne lì in costume e mi disse: ma come non hai la giacca azzurra? Guarda che mi devi pagare le royalties per quella giacca... Ci stanno i biglietti per stasera? Era la spontaneità e la simpatia personificata».



Teocoli ricorda con affetto il calore che riceveva ogni volta che andava a Napoli. «Avevo tanti amici, come Luigi Merola mi chiamava e mi diceva: vieni subito a casa mia, passa da qua e poi vai a fare le prove - rivela -. Nello spettacolo Teo in the box ritraevo proprio questo ambiente: in una mattina ero costretto a bere quattro caffè, mangiare quattro babà, andare a tagliarmi i capelli da un barbiere che me lo chiedeva. Recentemente ho incontrato una signora a Napoli che mi ha salutato e mi ha detto: eh però, sì fatto vicchiariello!. Quello che amo di Napoli è la genuinità».

Teocoli richiama anche alla mente una puntata di Tale e Quale Show di un paio d'anni fa nella quale Claudio Lippi diede la notizia che Luigi Necco era morto. «Io non ne sapevo nulla - ricorda -. Lo disse in diretta. Ero un po' imbarazzato. Dissi che mi dispiaceva, ma lasciai correre la cosa. Poi alla fine della puntata lui mi chiamò: ma quale morto? Sono vivo e sono a casa. Digli a chillo che ha fatto 'na figura e.... Forse quella volta gli abbiamo allungato la vita».
Martedì 13 Marzo 2018, 14:16
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