Bocelli, in tv il film sulla sua storia: «Ho lottato contro il destino»

Andrea Bocelli
Lunedì 2 ottobre la sua vita verrà svelata al grande pubblico. Il film che la racconta, ispirato al suo libro autobiografico anche se scritto in terza persona, sarà trasmesso in prima serata su Rai1. E Andrea Bocelli preferisce avvicinarsi con delicatezza e ironia a questo presumibile nuovo bagno di folla virtuale, dopo quello della serata evento al Colosseo, trasmessa due settimane fa.

«Ho scoperto solo quattro o cinque giorni fa che il film sarebbe andato in tv, non me lo aspettavo e, in fondo - scherza dopo la proiezione al Prix Italia di Milano -, non sono neanche contento, perché al cinema ci va chi vuole, lì te lo trovi davanti e se non hai il telecomando a portata di mano non riesci neanche a cambiare canale. Chi non lo vuole vedere sappia che non sono stato io».

Il film, diretto da Michael Radford, racconta l'ascesa al successo di Amos Bardi, un bambino con una voce straordinaria e un grave problema agli occhi che, a seguito di una pallonata, diventa completamente cieco. La sua passione per il canto, nonostante il sostegno dello zio Giovanni, interpretato da Ennio Fantastichini, non può esplodere perché la famiglia lo spinge a studiare, fino alla laurea in giurisprudenza, e perché il riconoscimento delle sue doti tarda ad arrivare. Fino all'incontro con il maestro (Antonio Banderas), che gli insegna la disciplina del canto e l'importanza del silenzio, la capacità di tacere e guardarsi dentro, per esprimere il meglio di sè.

Da qui il titolo del libro e del film «La Musica del Silenzio», che si avvale delle musiche tratte dal catalogo Sugar e della colonna sonora originale composta da Gabriele Roberto. «Mi piace pensare che questo film possa far riflettere sull'importanza del dono - spiega Bocelli -, senza il quale nessuno di noi avrebbe fatto quello che ha fatto. Per questo, io non credo che esista il merito, ma esiste il demerito: quello di chi non è disposto al sacrificio per far emergere le proprie possibilità». «La mia - dice ancora - vuole essere una denuncia
violenta nei confronti del caso. Credere nel caso può portare alla disperazione, spingerti a cancellare le domande sul mistero della vita. Io ho cercato di scoprire cosa c'è dietro quel mistero».

Non c'è, almeno per il momento, in programma un sequel del libro. «Raccontare quello che sono oggi sarebbe noiosissimo e insopportabilmente celebrativo - spiega Bocelli -. Si potrebbe forse raccontare un altro lato della mia vita, la mia storia d'amore. Questo sarebbe romantico». Sugli schermi di Rai1 andrà, per ora, in scena il Bocelli giovane, Amos nel film, interpretato da Tony Sebastian, insieme alla madre forte e decisa (Luisa Ranieri), al padre autoritario e dal cuore tenero (Jordi Mollà), alla prima moglie Elena (Nadir Caselli), all'amico di sempre Adriano (Alessandro Sperduti).

Dai primi canti fino al grande successo sul palcoscenico con l'esecuzione di Miserere insieme a Zucchero.
«All'inizio - confessa Radford, autore della sceneggiatura con Anna Pavignano in collaborazione con lo stesso Bocelli - non ero convinto di fare il film, perché è una sfida molto difficile raccontare le biografia di un personaggio vivente, ma mi ha convinto la fiducia con cui sono stato fatto entrare nella vita di Andrea, in un percorso emozionante, ma non sentimentale».

«La Musica del Silenzio - sottolinea il direttore di Rai1 Andrea Fabiano - è la storia di un talento e della scoperta di un talento. E può essere fonte di ispirazione per chi lo ha». Per il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta - che ha collaborato alla produzione firmata Picomedia e Ambi Media Group - il film su Bocelli «viene subito dopo il successo che abbiamo avuto con quello su Manfredi. Lui era un grande del passato, ora invece rendiamo omaggio a un grande dello spettacolo di oggi».

 
Sabato 30 Settembre 2017, 17:17 - Ultimo aggiornamento: 03-10-2017 20:43
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