Willem Dafoe: «Io, in scena senza volto a Napoli»

Il suo volto scolpito ed intenso resterà coperto dinanzi al pubblico, nella trecentesca chiesa di Donnaregina Vecchia. Willem Dafoe debutta a Napoli in prima italiana con The Minister's black veil, da un racconto del 1832 di Nathaniel Hawthorne, testo a cui si è ispirato il regista Romeo Castellucci. «Il fatto di indossare un velo - racconta Dafoe a poche ore dalla sua trasformazione nel reverendo Hooper - crea un rapporto interessante con il pubblico. Mi rivolgo direttamente a loro ma non c'è nessun contatto visivo. Non riescono a vedere ciò che è scritto sul mio volto, viceversa io non riesco a vedere cosa c'è scritto sul loro. Tutto si esprime attraverso la musica e il ritmo delle parole, della voce e del linguaggio del corpo. L'intenzionale mascheramento del viso permette di creare una confessione, un pensiero intimo, ma appunto in pubblico». Lo spettacolo che chiude il Festival Quartieri di vita, diretto da Ruggero Cappuccio, vede al centro un pastore dinanzi ai suoi parrocchiani per il sermone della domenica, con il volto coperto da un velo. Non lo toglierà mai più, nemmeno sul letto di morte e mai fornirà spiegazioni sul perché di questa scelta.

«Un personaggio che non riesco a definire - continua Dafoe - nel modo tradizionale in cui si descrive, appunto, un personaggio. Lui è i suoi pensieri. I suoi pensieri sono le sue azioni, in parte la sua confessione. Questo testo (omesso dall'autore americano, ovvero il sermone scritto da Claudia Castellucci, ndr) è così ricco che, ogni volta che lo leggo e lo interpreto, la mia comprensione del pastore Hooper cambia. Ho ammirato il lavoro di Romeo Castellucci per molti anni e avevamo preso in considerazione l'idea di creare qualcosa insieme più di una volta. È un artista totale e mi piace provare a entrare nel suo lavoro come un animale che vaga nel suo paesaggio. Con lui poche parole, ma tanta sostanza». E non poteva mancare la dichiarazione d'amore per Napoli da parte di un americano ormai naturalizzato italiano: «Èuna città che mi attrae per la sua bellezza, quasi mitica». E a Napoli resterà dal 20 fino al 23 dicembre giorno in cui terrà, al Nuovo Teatro Sanità, una master class riservata a cento giovani del popolare quartiere. Il Festival Quartieri di vita è realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival. Cinque le recite distribuite tra il 20 ed il 22 dicembre 2017, mercoledì 20 alle ore 21, giovedì 21 e venerdì, doppio spettacolo 22 alle ore 19 e 21). Le musiche sono di Scott Gibbons.
Martedì 19 Dicembre 2017, 18:07 - Ultimo aggiornamento: 19-12-2017 18:07
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