Tutti pazzi per la Super Traviata: il San Carlo riparte dai classici

di Donatella Longobardi

Meno titoli e tenitura più lunga: Rosanna Purchia, sovrintendente del San Carlo, annuncia una svolta nella programmazione. Occasione le 19 repliche consecutive di «Traviata» in programma da stasera (ore 19) al 20 giugno, un fatto straordinario se si pensa che di solito un'opera resta in scena non più di 5-6 sere e che lo stesso nuovo allestimento con la regia di Lorezo Amato, le scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino si è visto per 7 sere tra febbraio e marzo. Nonostante la maratona dedicata al capolavoro verdiano, il teatro non si ferma e ha in cartellone tante altre attività tra cui il concerto diretto da Valcuha il 26 e 27 maggio con il violinista Stefan Jackiw e la prima esecuzione assoluta di un nuovo testo di Marco Paolini che sarà anche interprete, «#madreincerta«, su musiche di Marco Montalbetti con il violoncellista Mario Brunello in veste di solista e direttore (8 e 9 giugno). Senza contare la preparazione di «Nabucco» in locandina dal 19 giugno.

«Un'eccezione è stata fatta anche in occasione delle repliche aggiunte per My fair lady e per Bohème», aggiunge la Purchia. «Ma anche negli anni prossimi il cartellone sarà così, avremo sempre meno titoli. Non si dimenticheranno opere meno frequentate, ma in occasione di periodi particolari dell'anno cercheremo di portare in scena spettacoli particolarmente graditi dal pubblico. E faremo uno sforzo eccezionale garantendo un maggior numero di repliche per dare occasione anche a chi non frequenta abitualmente la lirica di trascorrere una serata al San Carlo, sempre nel segno della più alta qualità». Un fattore, questo, che sta a cuore anche al direttore artistico Paolo Pinamonti: «Naturalmente la qualità degli spettacoli è sacra, va sopra tutto. Quello che cambia è il metodo. Credo sia un dovere per un teatro come il San Carlo e di una fondazione lirica in questo momento saper coniugare le istanze di un teatro di stagione con i titoli che si rinnovano destinati al pubblico di abbonati, con alcuni titoli più celebri del repertorio da riproporre in particolari periodi dell'anno quando la città è piena di turisti i quali sono più attratti a visitare il nostro teatro grazie a opere più conosciute».

«In questa politica la Traviata che abbiamo prodotto recentemente è uno spettacolo emblematico perché Amato e Frigerio hanno creato un allestimento di grande gusto e qualità ma anche agile e di facile montaggio che ci consente questo genere di alternanza», aggiunge Pinamonti snocciolando i nomi dei tantissimi cantanti impegnati nell'impresa, a cominciare dal cast di questa sera che vede sul palco Nino Machaidze come Violetta e Celso Albelo come Alfredo. Ma arriveranno anche superstar come Leo Nucci che sarà Giorgio Germont il 29 e 31 maggio, e il giovane tenore napoletano in grande ascesa Alessandro Scotto Di Luzio che sarà Alfredo il 30 maggio e poi nelle recite del 1, 3, 6, 13, 16 e 19 giugno. Dato il numero elevato di repliche rispetto alla norma, il teatro ha dovuto infatti ingaggiare un folto numero di cantanti che si alterneranno nelle varie recite. Cinque Violetta, tre Alfredo, cinque Germont padre, in totale 25 solisti. A loro in scena si aggiungerà il coro preparato come sempre da Marco Faelli. Due anche i direttori: Jordi Bernacer e Maurizio Agostini che salirà sul podio l'1 giugno (nel doppio spettacolo in programma alle 16) e poi il 17, 19 e 20. «Ormai lo fanno molti teatri, a Roma e Venezia è un'abitudine puntare su certe opere famosissime, per fortuna anche Napoli è pienissima di turisti e speriamo colgano l'occasione per vedere il nostro Lirico, anzi, ben vengano queste operazioni che avvicinano il grande pubblico alla lirica», nota Maria Grazia Schiavo, impegnata in questi giorni a Torino in «Le Nozze di Figaro», che sarà Violetta il 10, 12 e 16 giugno. «E poi Traviata è sempre Traviata», insiste il soprano napoletano, insieme a Rosa Feola e Carmen Giannattasio tra le protagoniste musicali del Premio Serao organizzato da «Il Mattino», in programma il 28 maggio al San Carlo in occasione della consegna del riconoscimento alla scrittrice iraniana Aznar Nafisi. Anche quella sera la Schiavo canterà un'aria da «Traviata», «Sempre libera»: «È una delle arie più significative, per me Violetta sta diventando come una persona di famiglia. Da ragazza sognavo di poter cantare questa parte, ma la mia voce era più adatta al grande repertorio barocco. Da qualche anno la mia voce è più matura ed è arrivato il momento giusto. Ho già interpretato il capolavoro verdiano almeno una quarantina di volte in molti teatri e mi immedesimo sempre di più nel dramma di questa giovane donna gravemente ammalata e costretta a rinunciare al suo unico e vero amore. Anche in quest'occasione, il regista Lorenzo Amato mi ha dato modo di approfondire molti dettagli perché ha motivato intelligentemente la storia che è alle spalle del personaggio, certi retroscena che il pubblico non vede ma che fanno parte del bagaglio di un'interprete».
 
Domenica 20 Maggio 2018, 13:53 - Ultimo aggiornamento: 20-05-2018 13:53
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