Napoli Teatro Festival: pienone
registrato già in prevendita

di Davide Cerbone

Buone notizie, dal fronte del palco. O meglio, del botteghino. Alla vigilia dell’edizione numero dieci (il via è fissato alle 21.30 del 5 giugno in Piazza Plebiscito con il concerto di Franco Battiato), la biglietteria del Napoli Teatro Festival Italia stacca in 48 ore oltre 1.500 biglietti. Un exploit che lascia intravedere una netta virata rispetto ai chiaroscuri degli anni scorsi, quando avevano tenuto banco le polemiche sulla scarsa capacità di penetrazione della rassegna promossa dalla Regione e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival.

E proprio da Palazzo Santa Lucia trapela soddisfazione per un primo confortante risultato sul piano della partecipazione: aperta sabato scorso nella Casa del Festival, che quest’anno ha trovato sede a Palazzo Reale, la vendita dei tagliandi ha registrato un picco tanto inedito quanto inatteso. Una soddisfazione che è anche quella del direttore artistico Ruggero Cappuccio: «Siamo felici che il Ntfi stia aprendo con la città e con la Campania un dialogo sincero, autentico e soprattutto comprensibile. Quei 1500 biglietti in due giorni sono legati alla prosa pura, al teatro puro, dal momento che i concerti in questo festival sono gratuiti. E questo ha un significato di politica civile molto forte. Il messaggio che abbiamo inviato alla città, dicendo che il festival è di proprietà storica dei napoletani, è stato compreso. Ne sono particolarmente felice». 

Proprio per favorire quel dialogo che troppe volte era mancato, il nuovo corso firmato Cappuccio ha scelto una politica dei prezzi che segna una cesura col passato: posto unico ad 8 euro, ridotto a 5 per gli under 30 e ingresso gratuito per alcune categorie sociali. «Spesso le persone che amano l’arte e il teatro non dispongono di tanti soldi - fa notare il regista, attore e scrittore - Con un biglietto a 35 euro, i giovani senza un lavoro, i precari, le persone mature con un lavoro discontinuo, quanti spettacoli potrebbero vedere? Allora, abbiamo voluto comunicare con lealtà un pensiero: “Cari ragazzi, cari pensionati col minimo di pensione, il teatro vi sta invitando”. La società ha già tolto alla gente molte cose sul piano dei beni materiali: non possiamo negare anche quelli spirituali. D’altro canto, una persona non la tieni dentro o fuori la società solo se aumenti la pensione. Ci sono tanti sistemi di inclusione, e rendere accessibile la cultura è uno di questi. E poi, questo è un Festival fatto con le tasse dei cittadini. Quante volte devono pagarlo?», si domanda il direttore. E rende merito a chi ha sposato la sua linea: «Grazie alla Regione e al presidente De Luca, che hanno colto e condiviso questa visione, possiamo dire che il Festival si è riconnesso con la gente. Lo dimostrano anche le 1254 domande di partecipazione arrivate, molte anche dall’estero, dall’Italia del Nord e dal profondo Sud, per i nostri laboratori teatrali. Dati oggettivi che ci rendono orgogliosi».

A rendere più dolce la marcia di avvicinamento al Napoli Teatro Festival 2017, che fino al 10 luglio metterà in scena più di 90 titoli suddivisi in undici sezioni, un altro segnale di incoraggiamento: accanto a quello del pubblico, arriva infatti il riconoscimento dell’Effe Label, la piattaforma internazionale sui festival promossa dalla Efa (European Festivals Association, che connette i festival culturali dei 39 Paesi che partecipano al Programma Europa creativa). L’Associazione Europea dei Festival inserisce il Napoli Teatro Festival Italia tra gli eventi «degni di nota in Europa». Quanto basta per sperare che il tanto invocato cambio di rotta sia veramente arrivato.
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Martedì 16 Maggio 2017, 09:21
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